Un sistema con algoritmi con intelligenza artificiale per ottimizzare le rotte degli aerei e risparmiare carburante. Oppure uno strumento che aiuti le banche a identificare pattern riconducibili a frodi e riciclaggio. Sono due delle soluzioni sviluppate da Txt E-Solutions, società IT italiana - quotata sull’indice Star - che nel 2024 ha visto il suo giro d’affari crescere a doppia cifra.
Nell’ultimo esercizio il gruppo ha registrato un fatturato di 304,5 milioni di euro (+35,7%) con un ebitda di 39,2 milioni (+23,8%) e un utile netto di 15,9 milioni (+2,6%). «Questi risultati sono frutto di un percorso iniziato 4-5 anni fa», precisa l’ad Daniele Misani. «Abbiamo adottato una strategia di buy-and-build che affianca la crescita interna a una serie di acquisizioni mirate che ci consentono di sviluppare sinergie. Con questo approccio siamo passati da un fatturato di circa 35 milioni a oltre 300 milioni con un ebitda senza capitalizzazioni di circa 40 milioni».
Il consiglio d’amministrazione di Txt E-Solutions ha proposto un dividendo di 0,25 euro per azione, in linea con l’anno passato quando l’esborso per le cedole è stato di quasi 3 milioni. Calcolatrice alla mano, si tratta di restituire ai soci circa un quinto dei profitti. «Da anni distribuiamo circa il 20% dell’utile», conferma il capo azienda. «È un livello di retribuzione non altissimo, ma crediamo di generare più valore lasciando i profitti nel gruppo e utilizzandoli per proseguire la nostra strategia di crescita. Motivo per cui abbiamo anche un piano di buyback che ci serve per le acquisizioni, effettuate in parte in contanti e in parte in azioni per coinvolgere il management in un progetto comune». Nel 2024 la società ha speso 5,5 milioni in buyback e alla fine dell’anno aveva in pancia 314.435 azioni proprie, per un controvalore di 11 milioni.
La strategia di Txt E-Solution è un misto di crescita organica e per linee esterne. Le ultime new entry nel gruppo sono due aziende Ict attive in ambito pubblico - Webgenesys e IT Values -, uno dei mercati su cui la società punta in questa fase. «Al momento ci sono soprattutto un paio di industry in cui vediamo una crescita molto buona: il comparto aerospazio-difesa e la digitalizzazione della pubblica amministrazione», spiega Misani. La ricetta, dunque, è comprare, integrare e generare sinergie per consegnare ai clienti sempre più soluzioni verticali e altamente specializzate.
Questa tattica vale in Italia, dove il gruppo realizza la maggior parte dei ricavi, ma anche all’estero. «Il 75% circa del nostro fatturato arriva dall’Italia, dove stiamo avendo anche un ritorno positivo delle gare Pnrr, ad esempio in ambito sanitario», aggiunge Misani. «Ma stiamo crescendo coi volumi all’estero, in Europa e Nord America, puntando su comparti in cui siamo forti sul mercato domestico. In particolare, ci stiamo concentrando su iniziative in ambito aerospace, fintech e martech».
Nel frattempo, prima di incappare come il resto del mercato nell’onda di risacca provocata dall’introduzione dei dazi Usa che lo hanno riportato a ridosso dei 30 euro, il titolo nell’ultimo anno ha guadagno quasi il 35%, salendo oltre i 41 euro. Il picco precedente risaliva all’anno della quotazione, il 2000, ma quella era tutt’altra epoca. (riproduzione riservata)