Snam rinuncia all’ingresso nel mercato tedesco. L’azienda italiana e Infinity Investments, controllata da Abu Dhabi Investment Authority (Adia), hanno deciso di chiudere la trattativa per l’acquisto del 24,99% di Open Grid Europe (Oge).
La mossa arriva dopo mesi di confronto con le autorità tedesche, che hanno giudicato insufficienti le misure proposte per ottenere il via libera all’investimento estero. Il progetto, firmato ad aprile 2025, naufraga così prima di diventare realtà.
«Snam e Infinity Investments – spiega una nota - hanno concordato di risolvere l’accordo firmato il 7 aprile 2025 per l’acquisizione da parte di Snam della partecipazione del 24,99% in Open Grid Europe detenuta da Infinity Investments. Il completamento dell’operazione era subordinato, tra le altre cose, all’ottenimento da parte di Snam dell’autorizzazione ai sensi della normativa tedesca sugli investimenti esteri».
A inizio aprile, Snam e Adia avevano annunciato l’accordo per acquistare la quota in Vier Gas Holding, holding lussemburghese che controlla indirettamente Oge, il principale operatore indipendente di rete gas in Germania con oltre 12.000 km di gasdotti. L’operazione, del valore di circa 920 milioni di euro, rappresentava un passo fondamentale nella strategia europea di Snam, volta a rafforzare la presenza lungo i corridoi energetici, anche in vista dello sviluppo dell’idrogeno.
Parte dell’accordo prevedeva inoltre un riequilibrio azionario: Snam avrebbe ceduto lo 0,5% di VGH a Fluxys, attuale azionista, per pareggiare le partecipazioni al closing. Il completamento dipendeva dall’ok dell’antitrust tedesco e dall’autorizzazione agli investimenti esteri.
Fin dai mesi successivi alla firma erano emersi ostacoli significativi. La Germania ha richiesto documentazione aggiuntiva e approfondimenti che hanno rallentato il processo, alimentando dubbi sulle condizioni di sicurezza energetica dell’operazione. Tra gli elementi più sensibili, il coinvolgimento indiretto di State Grid cinese nel capitale di Snam, tramite Cdp Reti, ha acceso ulteriori campanelli d’allarme.
Il nuovo management di Snam, guidato dal ceo Agostino Scornajenchi, aveva già lasciato intendere che l’azienda non avrebbe forzato la mano: se non fosse arrivato un via libera concreto entro metà novembre, l’accordo sarebbe stato abbandonato. Così è stato.
La decisione di fare un passo indietro «è stata presa al termine di una lunga procedura connessa a tale autorizzazione e a valle di interazioni formali con le autorità competenti, durante le quali le parti hanno appreso che le misure offerte da Snam per facilitarne l’approvazione non sono state ritenute sufficienti», spiega la nota.
Nonostante la rinuncia, Snam rassicura che gli obiettivi finanziari per il 2025 restano invariati: «la risoluzione dell’accordo non ha alcun impatto sulla guidance per l’intero anno 2025 annunciata lo scorso 5 novembre per utile netto adj. e debito netto rispettivamente di circa 1,42 miliardi di euro e circa 18 miliardi di euro», conclude la nota. (riproduzione riservata)