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Agostino Scornajenchi, ceo Snam
Agostino Scornajenchi, ceo Snam
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Snam moltiplica i flussi di gas verso i Paesi che non lo comprano più da Mosca

di Angela Zoppo
09 ottobre 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 21:54

Il gruppo guidato da Scornajenchi vuole portare la capacità in uscita fino a 20 miliardi di metri cubi. Gia quintuplicate le forniture ad Austria e Slovacchia. Il ceo di Gazprom sfida l’Europa: sarà un inverno durissimo. Ma l’Italia ha gli stoccaggi al 93% | Eni, parla Descalzi: ecco perché non ricompreremo il gas russo anche dopo la pace in Ucraina

Secondo il numero uno di Gazprom, Alexei Miller, l’Europa affronterà un inverno più duro di quello 2024/25 per gli approvvigionamento di gas. Dal Forum internazionale di San Pietroburgo, il manager del colosso russo ha fatto la sua previsione per i Paesi che hanno smesso di rifornirsi da Mosca. «Permettetemi di ricordarvi come abbiamo aperto la sessione plenaria l'anno scorso», sono le sue parole, riportate dall’agenzia Tass, «Ci avete chiesto come stava andando in Europa. Per quanto ricordo, credo di aver detto: è stato brutto. Se oggi mi faceste la stessa domanda, vi direi che è ancora peggio». Miller si riferisce agli stoccaggi, citando il dato dell’82,6% di fine settembre: oggi il livello di riempimento medio europeo è solo leggermente più alto, l'82,86%, pari a circa 92 miliardi di metri cubi. Un anno fa era al 94,4%. In compenso, l’Italia è tra i pochi Paesi con un trend positivo: i depositi sono pieni per oltre il 93%.

Non solo. Grazie a un processo che si chiama reverse flow e consente di invertire in uscita i flussi di metano in entrata nei tubi di Snam, sta diventando anche un Paese esportatore. Destinazione: i Paesi che oggi sono maggiormente esposti allo stop dei flussi di gas dalla Russia, come Austria e Slovacchia.

I numeri dell’export di gas

Qualche dato. L’Italia ha esportato ad oggi un quantitativo di gas di ben cinque volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nei primi nove mesi del 2025, sono stati inviati 1,5 miliardi di metri cubi rispetto ai 300 milioni dello stesso periodo 2024. Snam ha in corso lavori di potenziamento degli asset frontalieri che potranno portare la capacità complessiva di export nazionale, attraverso Tarvisio e Passo Gries, a ben 20 miliardi di metri cubi all’anno, a supporto degli approvvigionamenti per l'Europa centro-orientale. Tarvisio, in particolare, ha messo in moto l’inversione dei flussi per effetto dello stop al transito russo tramite Ucraina. I lavori già conclusi da Snam sulla centrale di compressione di Malborghetto hanno aumentato la capacità di reverse flow dall'Italia all'Austria da sei a nove miliardi di metri cubi all’anno. L’Italia, con buona pace di Miller, sta diventando uno snodo fondamentale per il transito del gas, in ottica di solidarietà europea.

Da chi si rifornisce l’Italia

Guardando invece i flussi in entrata in Italia, nei primi nove mesi del 2025 il gas algerino che arriva a Mazara del Vallo si conferma la prima fonte di approvvigionamento (32%), tallonata però dal contributo crescente del gas naturale liquefatto (circa 31%).

Le importazioni di gnl, infatti, da gennaio a settembre 2025 sono aumentate del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, aspetto che influisce positivamente sull’incremento dell’export. Resta costante l’apporto del gasdotto Tap che porta in Italia, a Melendugno, il gas azero, terza fonte di approvvigionamento.

Gli accordi di Kiev

C’è poi il capitolo che riguarda la stessa Ucraina. Kiev prevede di aumentare del 30% le importazioni di gas naturale (circa 1,5 miliardi di metri cubi), e ha già avviato le consultazioni con i partner internazionali per i relativi accordi finanziari. In corso di valutazione c’è l'estensione di un prestito da 500 milioni di dollari concesso dalla Bers, Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, e di quello da 300 milioni di euro da parte della Banca europea per gli investimenti. L’operazione avverrebbe con la garanzia della Commissione europea. Snam ha già firmato una bozza d’intesa con Gtsou (Gas Transmission System Operator of Ukraine), l’operatore del sistema di trasporto del gas naturale in Ucraina e verso i Paesi dell'Unione Europea, proprio per consolidare i legami tra i rispettivi mercati del gas, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza energetica, integrazione regionale e sostenibilità nel lungo periodo. (riproduzione riservata)



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