Il bond in tre tranche da 2 miliardi di dollari (1,8 miliardi di euro) collocato ieri da Snam segna ben quattro record in un solo colpo: è l’emissione obbligazionaria più alta mai lanciata dal gruppo (il primato precedente era di 1,5 miliardi di euro), la prima in valuta statunitense, l’apripista dell’anno nella categoria sustainability linked da parte di un’utility europea interamente regolata sul mercato Usa, nonché la sola ad aver fissato un obiettivo Net-zero per le emissioni di gas serra sugli Scope 1, 2 e 3. L’operazione ha registrato una domanda superiore a circa cinque volte l’offerta, con ordini per circa 10 miliardi di dollari statunitensi.
Tra le adesioni di peso emergono quelle di BlackRock, che è già azionista di Snam col 5%, e di Pimco. Ma la preparazione del bond ha richiesto l’attesa paziente di una finestra di mercato idonea. «Abbiamo iniziato a lavorare su questa operazione già alla fine dell’anno scorso», spiega Luca Passa, cfo di Snam, a MF-Milano Finanza. «Siamo stati negli Usa per presentare la società agli investitori fixed-income, posizionarci sul mercato e preparare la documentazione. Dopo un’attenta osservazione delle condizioni, abbiamo colto il momento giusto per procedere e la risposta degli investitori è stata eccezionale. Il fatto che Blackrock, azionista col 5%, ora sia anche un obbligazionista importante di Snam in dollari è un grande riconoscimento per la nostra strategia».
Delle tre tranche, le prime due da 750 milioni l’una a cinque e 10 anni, è stata la terza da 500 milioni a 30 anni a registrare la domanda più alta, «favorita dalla cedola al 6,5% e dall’aspettativa di un calo graduale dei tassi nel medio-lungo termine», precisa Passa.
Le altre due tranche a cinque e 10 anni, invece, offrono un tasso rispettivamente del 5,11 e del 5,77%. «Gli investitori oggi cercano durata e rendimento, e il nostro profilo di utility regolata, l’unica europea sul mercato statunitense, ci ha resi particolarmente attraenti. Ai più sensibili al tema della sostenibilità, inoltre, non è sfuggito che abbiamo aggiornato il nostro framework Esg per includere l’obiettivo Net Zero al 2050 su tutti e tre gli scope, utilizzandolo per la tranche a 30 anni. Siamo i primi al mondo ad averlo fatto in questo formato e dimensione».
Guardando agli sviluppi di breve e medio termine, questo bond in dollari non resterà un’operazione isolata. Come anticipa Passa, «Snam intende tornare sul mercato Usa con regolarità, con un’emissione ogni 12-18 mesi». Nonostante il recente cambio alla guida della società col passaggio delle consegne tra l’ex ad Stefano Venier e Agostino Scornajenchi, infatti, la strategia finanziaria del gruppo resta invariata. (riproduzione riservata)