Tra i pretendenti di Smart Bank spunta anche la Popolare del Cassinate. L’istituto di Cassino, in provincia di Frosinone, ha offerto poco meno di 10 milioni per comprare l’ex Banca del Sud, commissariata da Via Nazionale a dicembre del 2023. Sul dossier c’è anche Buffetti, società del gruppo Dylog Italia con un business che spazia dai software gestionali ai prodotti di cancelleria.
Mentre le altre proposte sarebbero arrivate da soggetti vicini a Cirdan, gruppo che possiede la challenger bank con sede a Napoli e messo - con la controllata - in amministrazione straordinaria da Bankitalia. Tutte le offerte si aggirano su cifre simili, quindi nessuno degli interessati sembra favorito in partenza. Ma un elemento potrebbe avvantaggiare la Popolare del Cassinate: è l’unico istituto di credito in gara, circostanza che i commissari Enrico Ajello e Andrea Guaccero terranno in considerazione.
L’ultima parola spetta però a Cirdan, che entro giovedì 4 dicembre terrà l’assemblea prevista per il 28 novembre e poi rinviata. Per gli azionisti della società fondata da Antonio De Negri sono ore di riflessione, soprattutto sui circa 10 milioni di euro messi sul tavolo dai vari interessati, che per il momento non sono ritenuti sufficienti per vendere Smart Bank. Ecco perché, in assenza di rilanci delle ultime ore, un nuovo slittamento appare l’ipotesi più probabile.
In ogni caso Cirdan non potrà allungare i tempi ancora per molto. I commissari vogliono chiudere la questione il prima possibile, considerato anche che l’ex Banca del Sud è commissariata già da due anni. Fonti vicine al dossier si aspettano una decisione entro dicembre, ma, date le resistenze fatte finora dai proprietari di Smart Bank, non escludono che la situazione precipiti.
Se Cirdan si impunterà sulla vendita, resteranno solo due alternative. La prima, un aumento di capitale, costringerebbe gli azionisti del gruppo a mettere mano al portafoglio. Ma questo sforzo potrebbe non bastare perché Bankitalia ha messo nel mirino anche la governance e i processi interni della challenger bank napoletana. Non rimarrebbe allora che un’ultima opzione, la più estrema, cioè la liquidazione di Smart Bank.
In questo caso i correntisti con depositi sotto 100 mila euro non correrebbero rischi e sarebbero rimborsati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), partecipato dagli istituti italiani in proporzione alle rispettive dimensioni. I costi del fallimento sarebbero a carico del sistema, che però è già impegnato nel salvataggio di Banca Progetto, il cui buco si è allargato nelle ultime settimane fino a 700 milioni e potrebbe dilatarsi ancora. Visto il quadro generale, insomma, sarebbe meglio non aprire un nuovo fronte con Smart Bank. (riproduzione riservata)