Dopo due anni a dir poco complicati per l'economia il turismo e l'immobiliare, rimbalzi da paura a Milano per gli affitti brevi di appartamenti durante la settimana del Salone del Mobile e della Milano Design Week. Nelle zone maggiormente interessate dall'evento il livello di assorbimento (occupazione degli spazi) ha infatti raggiunto l'80% dell'offerta totale, mentre i canoni medi di locazione sono quasi quadruplicati, passando da 970 a ben 3.615 euro alla settimana, con un incremento del +273% medio rispetto a una qualunque settimana in un altro periodo dell'anno, con punte che nelle zone più gettonate arrivano fino al +350%. Esagerazioni? Forse sì, ma solo in parte. «La Milano Design Week è infatti la fiera principale al mondo nel settore arredo & design, con decine di migliaia di visitatori che giungono da ogni dove», spiega Alessandro Ghisolfi, responsabile Centro studi di AbitareCo, società di consulenza e intermediazione immobiliare. «Ma non solo: grazie al Fuorisalone, che di fatto coinvolge negozi e showroom piccoli e grandi, in qualsiasi zona e via della città in una sorta di grande festa diffusa, è l'evento più importante dell'anno per Milano perché attira il maggior numero di visitatori, non limitandosi all'area fieristica ma coinvolgendo pienamente territorio e attività commerciali. Insomma, quasi un unicum, considerando che la stessa settimana della moda, pur di grande rilevanza, non è in grado di fare altrettanto».
Il trend degli affitti nella Milano Design Week è inoltre molto importante perché si tratta del primo grande evento da due anni e mezzo a questa parte cioè post Covid: l'edizione del settembre 2021 è stata comunque a ranghi ridotti, con oltre il 30% di presenze in meno e di fatto totale assenza di visitatori stranieri bloccati da lookdown e divieti di ingresso: non a caso in quell'occasione gli affitti in città non avevano evidenziato oscillazioni significative. Siamo dunque alla prova del nove. «E l'esito è stato molto positivo», continua Ghisolfi. «Al di là degli aumenti da capogiro, importante è il fatto che i valori sono superiori a quelli dell'edizione del Salone del 2019, l'ultima prima della pandemia. E con aumenti significativi che, a seconda di vie e quartieri, spaziano dal +5% dele zone Tortona e Isola al +12-18% di Porta Romana, Garibaldi/Porta Volta e Brera, per arrivare al +30% di Lambrate, area poco costosa ma molto trendy».
Quali allora le zone più care e più ambite? Abitare Co. ha analizzato il mercato degli affitti brevi in sei zone di Milano (Tortona, Lambrate, Brera, Garibaldi/Porta Volta, Isola e Porta Romana) nel periodo della settimana del design, considerando un bilocale arredato, completo di tutti costi accessori che vanno dalle tasse alla gestione della casa. Le più costose, secondo quanto emerge dall'analisi di AbitareCo, si confermano Garibaldi/Porta Volta e Brera, dove per affittare un appartamento nelle vie più trendy come corso Garibaldi, corso Como o via Solferino, occorrono in media 5.510 euro per la settimana. Anche nella gettonata Porta Romana, dove il canone è decisamente più basso (3.490 euro in media), la differenza dei prezzi rispetto alle altre settimane dell'anno è elevata (+313%). Più economiche invece le zone tradizionalmente più legate all'evento come l'area Tortona con 2.570 euro a settimana (+156% rispetto al resto dell'anno) e quella di Lambrate con circa 2.100 (+171%). Per il quartiere Isola infine sono necessari 2.520 euro (+225%). E rispetto al 2019? I prezzi sono cresciuti in tutte le zone ma con valori differenti. L'incremento maggiore si è registrato nella zona meno cara, Lambrate, con un aumento del +32,6%. Seguono Brera (+18,4%), Garibaldi/Porta Volta (+15,1%) e Porta Romana (+12,5%). Crescono meno, invece, le zone di Tortona (+5,4%) e Isola (+4,6%). Per quanto riguarda le vie, chi può godersi la Design Week senza limiti di spesa può scegliere le più costose via Solferino (6.230 euro) e via della Moscova (6.160 euro). Chi, invece, non vuole mancare all'appuntamento ma ha un budget ridotto può optare per via Oslavia (2.100 euro), via Conte Rosso (2.100 euro) o via Massimiano (1.750 euro), tutte a Lambrate».
Un effetto analogo ma con incrementi molto meno accentuati, almeno il 30-45% in meno, si registra anche in occasione di altri importanti eventi in città, «a cominciare dalla Fashion Week, nell'edizione di luglio e in quella di settembre, quest'ultima di maggiore portata, anche rispetto al mercato immobiliare», conclude Ghisolfi. «Lo stesso vale per gli eventi fieristici di portata internazionale nelle altre città, dalla Fiera del Turismo a quella del Ciclo e motociclo di Bologna alle importanti manifestazioni legate al vino a Verona. Dal 2020 la pandemia ha fermato tutto: ora vedremo gli effetti delle riaperture anche in queste occasioni». (riproduzione riservata)