Borse volatili, in Asia, giovedì 26 giugno. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dell’1,45%, mentre l’Hang Seng cede lo 0,65% e Shanghai si muove attorno la parità. L’euro corre, +0,2% a 1,1684 contro il dollaro che si porta ai minimi degli ultimi tre anni mentre i futures sul Nasdaq salgono dello 0,15%.
La debolezza del dollaro in Asia si concretizza dopo l’indiscrezione secondo cui il presidente Donald Trump starebbe valutando di sostituire prima della fine del mandato il presidente della Federal Reserve. Secondo il Wall Street Journal, Trump intenderebbe annunciare in anticipo il successore di Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio 2026.
«La possibilità di una nomina anticipata alla guida della Fed è uno dei fattori che oggi spinge le vendite sul dollaro», il commento di Richard Yetsenga, capo economista di Anz. «Sul fronte europeo, la conferma di un aumento della spesa pubblica — in questo caso per la difesa — sta dando ulteriore slancio all’euro», ha aggiunto. Mercoledì i Paesi membri della Nato hanno annunciato l’impegno ad aumentare la spesa per la Difesa fino al 5% del Pil entro il 2035.
Il dollaro ha perso oltre il 10% da inizio anno, complice la preoccupazione per lo stato dell’economia statunitense, alimentata da dati deboli nel settore manifatturiero e e dai timori sulla sostenibilità del debito pubblico. «Il contesto generale è quello di un’economia americana percepita in rallentamento più rapido rispetto al resto del mondo, fattore che sta spingendo molti investitori a riorientare i propri portafogli fuori dagli Stati Uniti», osserva Yetsenga.
Secondo Kelvin Lau, senior economist per la Cina e l’Asia di Standard Chartered, l’ipotesi di una nomina anticipata del presidente della Fed «alimenta l’idea che la Banca centrale possa anticipare un taglio dei tassi». Powell, intanto, ha ribadito la propria contrarietà alle pressioni di Trump per un’immediata riduzione del costo del denaro. I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi a due anni, sensibili alle variazioni dei tassi, sono scesi di 0,02 punti percentuali, attestandosi al 3,76%. (riproduzione riservata)