Piazza Affari chiude poco mossa con il Ftse Mib che a fine giornata cede lo 0,04%.
Sul fronte macro da segnalare che negli Usa le vendite al dettaglio sono rimaste invariate a dicembre, deludendo il consenso degli economisti che si aspettavano un aumento dello 0,4% m/m dopo l'incremento dello 0,6% del mese precedente. L'indice dei prezzi all'importazione è aumentato dello 0,1% a livello mensile a dicembre, in linea con le attese.
A Milano denaro su Ferrari (+10,19%) dopo aver archiviato l'esercizio 2025 con ricavi netti pari a 7,146 miliardi di euro, in crescita del 7% su base annua (8% a cambi costanti) e con un utile netto che si attesta a 1,6 miliardi di euro (+5% a/a), con l'utile diluito per azione pari a 8,96 euro. A entusiasmare il mercato è però soprattutto la guidance per il 2026. Il gruppo si pone infatti l'obiettivo di raggiungere all'incirca 7,50 miliardi di euro di ricavi netti e un margine Ebitda pari al 39%, supportata da un robusto mix di prodotto. Secondo le stime per l'anno, inoltre, l'Ebitda adjusted è visto pari o superiore a 2,93 miliardi di euro, mentre l'utile operativo adjusted è stimato pari o superiore a 2,22 mld euro, con il relativo margine pari o superiore al 29,5
Focus anche su Stellantis (+3,4%) che ha rimbalzato dopo il tonfo di venerdì. Morgan Stanley, comunque, ha ridotto da 9,2 a 7 euro il prezzo obiettivo, confermando la raccomandazione equal-weight. Moody's e S&P hanno invece tagliato il rating. Moody's ha abbassato il rating di lungo termine a Baa3 da Baa2, portandolo a un passo dall'area speculativa, ma migliorando al contempo l'outlook da negativo a stabile. S&P ha abbassato il rating del gruppo automobilistico guidato da Filosa a BBB- da BBB, mantenendo l'outlook negativo.
Piatta Mediobanca (-0,39%). Nel secondo semestre del 2025 la banca ha realizzato un utile netto consolidato su base ricorrente di 622,9 milioni di euro, in calo rispetto allo scorso anno (-5,6%). Il cda, inoltre, ha deliberato di proporre alla prossima assemblea del 14 aprile la distribuzione di un dividendo unitario di 0,63 euro per azione, corrispondente ad un payout del 100% in pagamento ad aprile 2026.
Da segnalare pure B.Mps (-3,45%) che ha chiuso il 2025 con utile netto di 2,75 miliardi, in crescita del 17,7%, con il risultato del solo quarto trimestre pari a 1,38 miliardi. L'utile netto di gruppo, al lordo degli effetti economici dell'allocazione del prezzo di acquisto (PPA -321 mln), è pari a 3,036 miliardi, inclusivo dei risultati del quarto trimestre di Mediobanca e degli effetti positivi delle imposte. Il piano industriale della business combination tra B.Mps e Mediobanca sarà presentato il prossimo 27 febbraio.