La saga Cdp-Euronext si arricchisce di nuovi dettagli. La Cassa, come ha rivelato MF-Milano Finanza, ha intentato causa contro la holding dei listini europei che controlla Borsa spa e di cui è socia rilevante con l’8,08%. L’ad Dario Scannapieco ritiene di avere il diritto di decidere chi sarà il prossimo ceo di Borsa Italiana il 28 aprile in sede di assemblea dei soci nella sede di Palazzo Mezzanotte.
Secondo quanto risulta a questo giornale, la prima udienza sulla disputa fra le due parti si terrà venerdì 27 marzo presso il tribunale di Amsterdam dove è stata depositata la vertenza, nonché sede legale del gruppo.
Nel frattempo è intervenuto il Mef che aveva guidato nel 2020 le delicate trattative per rilevare Borsa Italiana dal London Stock Exchance per 4,4 miliardi di euro. Un alto dirigente del ministero delle Finanze sarebbe stato incaricato di far sedere allo stesso tavolo da un lato Cdp, dall’altro Euronext, rappresentata dall’ad francese Stéphane Boujnah, alla guida da oltre una decina di anni del gruppo dei listini europei attraverso una serie di acquisizioni, l’ultima delle quali la Borsa di Atene lo scorso anno. È lo stesso Boujnah che aveva anticipato nei conti di metà febbraio (risultati 2025) l’intenzione di voler confermare alla guida dell’Italia il ceo uscente Fabrizio Testa, che ha ben gestito Palazzo Mezzanotte e staccato dividendi importanti al socio Cdp e all’altro socio italiano (1,5%), Intesa Sanpaolo.
Un’uscita che forse Scannapieco non ha gradito particolarmente, non tanto perché contesti il lavoro di Testa, quanto perché ritiene che sia Cassa a dover stabilire il top manager in Italia. Euronext, dal canto suo, ritiene che sia una decisione che il gruppo deve prendere. Ieri Scannapieco, a margine di un evento di Cdp a Roma, si è detto pronto a trovare un accordo, possibilmente entro due settimane, con Euronext. E i toni sono tornati concilianti. Merito, ha saputo questo giornale, anche del ruolo di mediatore che il Mef ha svolto negli ultimi giorni fra le due parti.
E a proposito di dividendi incassati da Cdp grazie a Euronext (erano 12 milioni nel 2020, sono più che raddoppiati a 26 milioni nel 2025), da ieri è attivo un nuovo servizio del gruppo che promette di essere remunerativo: i derivati sull’energia elettrica a copertura del rialzo del petrolio e del gas (Nord Pool Power Futures market) soggetti alla clearing house del gruppo, l’ex Cc&g (Cassa di Compensazione e Garanzia) con sede a Roma. Dall’avvio della guerra Usa-Iran i prezzi dei greggio si sono impennati fino a 120 dollari al barile e il gas europeo ad Amsterdam è più che raddoppiato. Ecco perché coprire il portafoglio con future ad hoc è importante.
La nuova proposta offre alle imprese strumenti finanziari per gestire la volatilità dei prezzi dell’elettricità. E rafforza la presenza di Euronext nella regione nordica (specializzata nell’energia), che ha già visto le acquisizioni di Euronext Oslo Børs, Euronext Securities Oslo, Euronext Securities Copenhagen, Nord Pool e Admincontrol. Al nuovo mercato sono operativi 86 partecipanti e 16 clearing member offrono i future sull’energia elettrica. Il gruppo, invece, controlla oggi i listini di Amsterdam, Atene, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Milano, Oslo e Parigi. (riproduzione riservata)