1Domanda. Perché puntate sul mattone Ue solo via Reits?
Risposta. Puntare sul real estate quotato è più efficiente rispetto all'investimento immobiliare diretto. Lo conferma l'Università di Maastricht che ha analizzato gli investimenti di 880 fondi pensione dal 1990 al 2009: i rendimenti sono stati maggiori e i costi di gestione minori per i titoli quotati rispetto agli investimenti diretti, a fronte di una volatilità solo di poco superiore. I Reits inoltre piacciono agli investitori istituzionali, e quelli su cui investiamo vantano qualità del portafoglio e del management, e governance trasparente.
2D. Ma perché due fondi diversi che puntano entrambi sull'Europa?
R. I due hanno strategie diverse. Il Petercam Securities real estate Europe-B, lanciato a fine 1999, limita al 25% l'esposizione al real estate britannico, molto volatile e su cui pesa l'incognita della valuta. Il fondo, che ha 1 miliardo di euro di masse in gestione compresi i mandati, punta su un centinaio di società, tutte ben conosciute grazie ai tanti incontri con il management. Per questo il fondo è riuscito a battere 15 anni su 16 l'indice di riferimento Peps. Con il Petercam real estate Europe dividend-B, nato nel 2010, volevano invece realizzare un fondo real estate decorrelato rispetto ai mercati azionari e in grado di garantire dividendi annui intorno al 5%. Il fondo può inoltre investire fino al 25% in bond emessi da società immobiliari quotate.
3D. Quali sono state le loro performance?
R. Il Securities Re Europe da inizio anno ha perso lo 0,49% netto, battendo però il -0,71% dell'indice di riferimento. Il Re Europe Dividend invece ha reso il 2,09% netto. Entrambi hanno battuto il mercato azionario europeo, in calo del 7,06%.
4D. E dove investono?
R. Oggi puntiamo per lo più su società che investono nei settori uffici e commerciale, e in misura minore su hotel e logistica. I fondi sono esposti su Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, ma per quanto riguarda il retail, che pesa per il 20%, punta soprattutto sulla Germania. Sull'Italia abbiamo un'esposizione indiretta: tra i primi 10 titoli in portafoglio, infatti, figurano player internazionali di primo piano che hanno immobili in Italia, come Klépierre, proprietaria di alcuni centri commerciali di pregio.
5D. Quali prospettive vede per il real estate italiano?
R. In Italia ci sono mercati interessanti. Per esempio nel settore degli shopping center il rendimento lordo supera dell'1% quello della Francia, Paese che ha un quadro macro simile. Ma al mattone italiano servono più società quotate. Ben vengano dunque le ipo, a patto però che si tratti di realtà con buona governance, management all'altezza e un portafoglio di qualità. Oggi il mercato italiano capitalizza 2 miliardi di euro, ma dovrebbe essere 10-15 volte più grande. La Spagna è un esempio positivo in questo senso: sino a due anni fa il mercato era praticamente inesistente e oggi conta ben cinque società quotate. (riproduzione riservata)