Dopo i forti acquisti di ieri, il Ftse Mib oggi arretra bruscamente e archivia la seduta in calo dell'1,87% a 49116 punti. Il sentiment sui mercati è tornato negativo a causa della persistente incertezza in Medio Oriente: i negoziati tra Stati Uniti e Iran restano in stallo, mentre lo Stretto di Hormuz continua di fatto a rimanere chiuso. Nel frattempo si è concluso l’incontro di Xi Jinping con Donald Trump a Pechino, senza però progressi concreti sui principali dossier commerciali.
Sul fronte macroeconomico, negli Stati Uniti l'indice Empire State Manufacturing della Federal Reserve di New York è salito a 19,6 punti ad aprile, in crescita rispetto agli 11 punti registrati nel mese precedente. Il dato ha superato le attese degli analisti, che prevedevano un calo a 7,2 punti. Si tratta del livello più alto degli ultimi oltre 4 anni. La produzione industriale statunitense è aumentata dello 0,7% ad aprile, in accelerazione rispetto al +0,3% registrato nel mese precedente. Il dato ha superato le attese degli analisti intervistati dal Wall Street Journal, che prevedevano un incremento dello 0,2%.
A piazza Affari, Stellantis (-3,51%) ha rafforzato la collaborazione con il gruppo statale cinese Dongfeng per la produzione congiunta di veicoli Jeep e Peugeot in Cina destinati al mercato cinese e all'esportazione. Il progetto comporta un investimento superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo proprio di 130 milioni di euro.
Conti per Unipol (-0,81%), che ha chiuso il primo trimestre con un risultato netto consolidato reported pari a 329 milioni (+15,4% a/a) e un utile netto consolidato di 433 milioni (+6,2% a/a), includendo il contributo della collegata Bper.
Scivolano Prysmian (-2,05%) e Stm (-4,22%) in scia al sell-off sui titoli tech negli Usa.
Fanno eccezione Technoprobe, che mette a segno un rialzo del 32,32% dopo conti e guidance che stracciano le attese, e Carel (+6,59%), che festeggia la doppia promozione incassata dagli analisti dopo la trimestrale.
In netto calo Interpump (-9,06%), dopo risultati trimestrali in linea con le aspettative, ma un outlook "prudente".
Infine, vendite su S.Ferragamo (-18,6%) su cui gli analisti restano cauti dopo la pubblicazioni dei ricavi trimestrali pari a 209 milioni di euro, in calo del 5,5% a tassi di cambio correnti e dell'1,2% a tassi di cambio costanti rispetto al primo trimestre 2025.