La crescita di Scalapay prosegue nel solco tracciato nel 2023, con la transizione del business Buy now pay later (Bnpl) da Scalapay srl all’istituto di pagamento (Scalapay Ip) e la contemporanea esternalizzazione dei crediti derivanti dalle operazioni Bnpl tramite cartolarizzazione per mantenere una struttura «capital light».
Secondo quanto emerge dai bilanci 2024 consultati da MF-Milano Finanza, Scalapay Ip ha avviato a luglio scorso un’operazione di cartolarizzazione di crediti fino a 359 milioni di euro, divisa in 275 milioni di note senior e 84 milioni di note junior, tramite il veicolo Augusta spv. A fine 2024 erano stati emessi titoli senior per 84 milioni e titoli junior, rilevati dalla holding irlandese Scalapay Limited e dalla stessa Scalapay Ip, per 54 milioni.
A ottobre 2024 Scalapay e Bnp Paribas avevano annunciato un’intesa per un acquisto fino a 3 miliardi di crediti in due anni e mezzo, mentre nel 2023, come aveva raccontato questo giornale, era già stata avviata una prima operazione di cartolarizzazione per 50 milioni.
Per Scalapay Ip i costi dell’operazione si sono attestati al di sopra di 11 milioni. In base agli accordi, infatti, i crediti vengono ceduti al 97% del loro valore, con uno sconto del 3%. La prima operazione di cartolarizzazione da 50 milioni, invece, prevedeva una cessione dei crediti al 98% del valore nominale.
Dal punto di vista operativo l’unicorno italiano guidato dal ceo e fondatore Simone Mancini ha proseguito nella sua crescita, con l’istituto di pagamento a pareggio di bilancio (33 mila euro di utile), mentre la srl ha registrato una perdita di 10,9 milioni (rispetto al rosso di 11,6 milioni del 2023).
La srl ha proseguito nella migrazione del business Bnpl alla Ip, arrivata a gestire nel 2024 transazioni totali, comprendendo quindi anche i prodotti diversi dal Bnpl, per un valore superiore ai 500 milioni di euro. A fine 2024 era stato trasferito all’istituto di pagamento almeno l’80% del valore delle transazioni, tra cui l’intero portafoglio francese.
Oltre al Bnpl e al pagamento in quattro rate l’unicorno italiano ha lanciato anche il business delle carte di credito virtuali e ha stretto partnership con partner come Adyen e Stripe. Inoltre a settembre 2024 ha ottenuto l’autorizzazione per espandere l’offerta dei propri servizi anche in Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca, Grecia, Slovenia e Croazia. Scalapay Ip è arrivata così a incassare un totale di 16,4 milioni di commissioni attive, di cui 12,5 milioni dal Bnpl.
Interessante notare come le parti maggiori dei volumi transati da Scalapay siano generate dalle grandi piattaforme online di origine cinese: il 23% da Shein e il 20% da Temu. Al terzo posto, invece, si posiziona Amazon (14%). (riproduzione riservata)