Satispay si prepara a entrare nella seconda fase del suo piano per conquistare il mondo degli investimenti. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’unicorno italiano fondato e guidato da Alberto Dalmasso starebbe ultimando l’iter per lanciare sul mercato un’umbrella fund che dovrebbe quindi debuttare tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2026.
Tanto che il gruppo, stando ad alcuni documenti consultati da questo giornale, ha già fondato in Lussemburgo Satispay Funds Sicav, veicolo a capitale variabile a cui faranno capo i diversi comparti che verranno lanciati di volta in volta sul mercato.
Satispay aveva fatto il suo debutto nel mondo degli investimenti con il Salvadanaio Remunerato a maggio scorso, con cui l’unicorno italiano ha dato la possibilità ai clienti di convogliare su un fondo monetario gestito da Amundi i risparmi che in autonomia già accumulavano tramite la funziona Salvadanaio. Il successo dell’iniziativa è stato evidente già dalle prime settimane: a poco più di un mese dal lancio, gli investitori tramite Satispay erano già 115 mila, con il 73% che avevano impostato depositi ricorrenti. Numeri che saranno sicuramente cresciuti nei sei mesi successivi.
Ora con i nuovi prodotti in rampa di lancio, che in occasione dello sbarco nel mondo degli investimenti erano stati previsti per l’autunno, punta a conquistare nuove fette di mercato. La volontà di Satispay, stando alle parole di allora, sarà costruire un’offerta in grado di soddisfare le esigenze di diverse tipologie di investitori con obiettivi e orizzonti temporali differenti.
Satispay Funds Sicav è stata fondata a ottobre in Lussemburgo da Fondaco Lux, braccio operativo nel granducato della sgr torinese Fondaco, che ha anche sottoscritto i primi 30 mila euro di capitale. Nello statuto però è previsto che il capitale sociale minimo sia di 1,25 milioni di euro, soglia da raggiungere entro sei mesi. La presenza di Fondaco nel capitale fa pensare che le sarà affidata l’operatività della Sicav, mentre resta sul tavolo l’ipotesi che verranno coinvolti più partner per l’ideazione e la gestione dei singoli fondi.
Il cda di Satispay Funds Sicav è composto da Andrea Prencipe (presidente di Satispay Europe, l’istituto di pagamento del gruppo), Federico Finzi (da poco nominato general counsel e chief of institutional relationships dell’unicorno) e l’indipendente Christel Schaff.
Su quali saranno i prodotti che verranno offerti agli utenti, per il momento, le bocche restano cucite. All’interno dello statuto della Sicav, però, Satispay ha iniziato a darsi un primo perimetro di regole e divieti di investimento che i fondi dell’unicorno italiano dovranno rispettare. Ovviamente ciò non implica né che tutte le strade che Satispay si è lasciata aperta verranno esplorate dai suoi fondi, né che queste regole non possano essere modificate a seconda delle future opportunità e strategie.
Fatta questa doverosa premessa, le regole della Sicav al momento consentirebbero ai fondi di Satispay di comprare azioni e obbligazioni quotate, ma anche di depositare una parte dei fondi in conti deposito remunerati, vincolati per un massimo di 12 mesi. Un singolo comparto potrebbe anche veicolare esclusivamente su titoli di Stato fino al 100% delle risorse raccolte, ma con il vincolo di diversificare con almeno sei diversi bond in portafoglio e assegnando a una singola obbligazione un massimo del 30% del peso nel fondo.
Lo statuto lascia aperta ai singoli comparti anche la possibilità di acquistare derivati, mentre vieta tassativamente l’acquisto di materie prime o metalli preziosi. I fondi di Satispay potrebbero investire anche su altri comparti, fino a un massimo del 10% del denaro via via raccolto. Infine, uno dei basket potrebbe investire in altri prodotti dell’unicorno sempre con il cap al 10% delle risorse, mentre sarà impossibile per il fondo target comprare quote del fondo investitore.
In attesa dell’annuncio delle caratteristiche degli strumenti che verranno lanciati sul mercato, Satispay ha approvato anche un renaming della holding. Da Satispay spa, infatti, ora il nome della scatola che controlla i diversi business dell’unicorno è stato modificato in Momentum spa.
La modifica, stando a quanto riferito da alcune fonti, non sarebbe il preludio a un riassetto né avrà impatti commerciali, ma risponderebbe solamente a esigenze tecniche e di trasparenza per eliminare il rischio di confusione tra la holding e le controllate: Satispay Europe (per i pagamenti), SatisWelfare e Satispay Invest. Scelta figlia, forse, anche di future ulteriori diversificazioni del business, visto lo sforzo che l’unicorno italiano si è sobbarcato negli ultimi mesi per entrare in nuovi settori, come fatto di recente con gli investimenti e il Buy now pay later. (riproduzione riservata)