Il mercato ama le certezze, ma oggi il settore sanitario americano ne offre poche. Dopo anni di profitti crescenti e margini stabili, la tempesta perfetta ha colpito le grandi assicurazioni mediche e molte aziende biotecnologiche. Alcune hanno visto cali superiori al 50% e ora possono offrire rendimenti a doppia cifra (che hanno attirato anche Warren Buffett).
Un tempo considerato stabile e capace di resistere alle recessioni, il settore sanitario americano scambia attualmente con uno sconto importante. Il rapporto tra prezzo e utili per azione è di 17, vicino ai minimi degli ultimi dieci anni, contro i 22 dell’S&P 500 e i 29 del settore tecnologico.
Le valutazioni depresse sono dovute al lento ritorno alla normalità dopo la forte spinta che il settore aveva sperimentato durante la pandemia. E il clima si è ulteriormente deteriorato dopo le misure volute dal presidente Donald Trump e dal segretario alla salute Robert F. Kennedy Jr., che con il Big, beautiful bill, la legge economica approvata dal Congresso a luglio, hanno tagliato i fondi destinati all’assistenza medica.
Se guardiamo però ai fondamentali, i bilanci restano solidi e le aziende del settore sono inserite in una tendenza di lungo termine positiva: l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e l’espansione della spesa sanitaria, attesa in aumento dagli attuali 5,6 a 8,6 trilioni di dollari entro il 2033.
Bisogna dunque distinguere i rumori di fondo, le difficoltà di breve termine da quelle strutturali. Consapevoli che, quando il sentiment del mercato si allontana troppo dai fondamentali, emergono le migliori opportunità per gli investitori.
Tra le società che operano nell’healthcare, due si distinguono per capitalizzazione, solidità del bilancio e sottovalutazione rispetto ai target prices degli analisti.

La più grande compagnia di assicurazioni sanitarie degli Stati Uniti, che conta oltre 50 milioni di clienti, ha visto crollare la propria capitalizzazione di oltre il 60% in un solo anno. Nelle ultime settimane, però, il titolo ha avviato un rimbalzo, sostenuto dalle notizie secondo cui i rinnovi dei piani assicurativi più costosi sarebbero in linea con i livelli del 2024.
La società è stata travolta da eventi eccezionali: prima l’omicidio di Brian Thompson, ceo della divisione healthcare, per mano di Luigi Mangione, trasformatosi in una controversa celebrità sul web. Poi un cyberattacco senza precedenti, un’indagine del dipartimento di Giustizia e l’ondata di richieste di cure accumulate dai pazienti che avevano rimandato i trattamenti durante la pandemia.
Risultato: costi in forte aumento e margini sotto pressione. Tutto ciò non ha impedito ai ricavi del secondo semestre di salire del 16% su base annua, ma l’utile per azione è sceso a 4,08 dollari, contro i 4,45 attesi. E la guidance per il 2025 è peggiorata: utili per azione a 16 dollari, circa il 30% sotto i 20,9 previsti un anno fa.

Per guidare la riscossa è tornato Stephen Hemsley, già Ceo tra il 2006 e il 2017, che ha promesso un ritorno alla crescita dal 2026. Il recupero della media storica (+10,5%) è previsto dal 2027, grazie al rialzo dei premi assicurativi e al controllo dei costi. Anche il dividend yield, oggi intorno al 2,8%, dovrebbe continuare ad aumentare in continuità con gli ultimi venti anni.
Un piano ambizioso, eppure capace di convincere il leggendario investitore Warren Buffett che, tramite Berkshire Hathaway, ha comprato 5 milioni di azioni per 1,6 miliardi di dollari. Lo hanno seguito, con quote simili, Renaissance del miliardario Jim Simons e il Public Investment Fund saudita.
La multinazionale con sede nel Massachusetts è tra i principali produttori di strumenti, materiali e software per l'industria farmaceutica e biotecnologica. Dopo il boom legato alla pandemia, in cui aveva beneficiato della domanda straordinaria di test e macchinari medici, Thermo Fisher ha vissuto un 2024 complesso, segnato dal calo di queste attività e dalla debolezza della ricerca clinica in Cina ed Europa.

Il titolo ha perso circa il 35% dai massimi, nonostante una crescita ancora positiva in alcuni segmenti chiave come i servizi per laboratori e la diagnostica avanzata. Un primo segnale positivo è arrivato con le previsioni diffuse a fine luglio per l’anno fiscale 2025, che hanno rivisto l’utile per azione a non meno di 22,22 dollari.
Anche per Tmo, gli analisti di Wall Street vedono un rimbalzo a partire dal 2026, con target prices che superano del 25% le attuali quotazioni. (riproduzione riservata)