Parlare di sostenibilità in sanità significa affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo. Il sistema sanitario italiano – al pari di quello di molti altri Paesi europei e non solo, ma forse anche di più – si misura infatti oggi con trasformazioni demografiche profonde: secondo Eurostat, l’Italia è la nazione con l’età media più alta dell’Unione europea (48,7 anni) e, stando alle previsioni Istat, nel 2050 gli over 65 potranno rappresentare il 34,5% della popolazione.
E nel frattempo, naturalmente, aumentano anche le fragilità e il bisogno di cure: nel 2022 quasi un anziano su due sopra i 75 anni viveva in condizioni di multicronicità e con gravi limitazioni, un dato purtroppo destinato inevitabilmente a crescere. In generale, dunque, la popolazione invecchia e numericamente si riduce, così come le risorse disponibili, che sono sempre un po’ di meno.
In questo scenario in profonda trasformazione, il mondo della sanità è chiamato a scelte coraggiose e innovative e a riorientare modelli, priorità e strumenti. La sostenibilità rappresenta in tal senso uno snodo cruciale. Tanto più per una realtà come quella ospedaliera, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con fabbisogni energetici elevatissimi ed esigenze organizzative tra le più complesse. Adottare un approccio sostenibile, ispirato ai criteri Esg, significa a questo riguardo migliorare l’attività di cura, garantendo qualità, accessibilità e continuità assistenziale, a beneficio in primis dei più fragili.
Ed è anche per questo che abbiamo scelto di scrivere il nostro primo Bilancio di Sostenibilità, redatto secondo gli indicatori della Global Reporting Initiative (Gri) e con il supporto metodologico di Deloitte & Touche, con una visione capace di integrare la dimensione ambientale, sociale ed economica con quella umana, che per noi è assolutamente centrale. Una sostenibilità che parte dalle persone e che ritorna alle persone, ogni giorno.
Sul fronte ambientale, il percorso è già avviato: quasi il 57% del nostro fabbisogno elettrico è coperto da autoproduzione e da quest’anno è previsto l’uso esclusivo di energia da fonti rinnovabili. Abbiamo inoltre ridotto del 14% il consumo idrico e del 31% gli imballaggi misti, promuovendo materiali compostabili e soluzioni riutilizzabili. Un impegno che rientra nel progetto Green Hospital, guidato da un team interdisciplinare interno.
A questo si affianca l’attenzione costante sul piano sociale, che è parte integrante della nostra missione. Iniziative come Tariffa Amica – che consente ai pazienti di prenotare prestazioni con tariffe agevolate e tempi ridotti –, gli ambulatori open accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale e le campagne di screening gratuite, mirano ad ampliare l’accesso e a rafforzare il legame con il territorio. Lo stesso approccio guida le nostre politiche per il personale, ad esempio sul fronte della parità di genere: oggi il 61,5% dei nostri dipendenti è donna, così come il 49% dei dirigenti, mentre sono attivi servizi, che reputo essenziali, come l’asilo aziendale.
Con questo bilancio abbiamo scelto di dare forma concreta ai principi che guidano il nostro lavoro quotidiano: fare della sostenibilità un impegno misurabile, condiviso e orientato al futuro, ma sempre incentrato sulla dignità dell’essere umano, con l’unico obiettivo di dare ancor più valore alla cura. Oggi e negli anni a venire. (riproduzione riservata)
*amministratore delegato e direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico