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Matteo Manfredi e Joseph Tey
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Sampdoria, il socio finanziatore Joseph Tey cerca soldi a Wall Street. Gli affari del misterioso uomo di Singapore

05 settembre 2025, 17:30 Ultimo aggiornamento: 18:48

Il singaporiano è il proprietario di fatto del club in crisi di risultati in Serie B: dalla partecipazione in una società quotata sulla borsa Usa agli interessi nell’immobiliare con Octava, ecco i business dell’uomo di Singapore che ama agire nell’ombra

La Sampdoria vive il momento più basso dei suoi 79 anni di storia. Dopo aver vissuto per qualche giorno lo spettro della retrocessione in Serie C ed essere stata ripresa per i capelli (grazie al fallimento del Brescia), ha vinto (con assoluto merito) lo scontro salvezza al playout con la Salernitana mantenendo la categoria. Ma a poco più due mesi di distanza si ritrova già all’ultimo posto in Serie B dopo due giornate di campionato con due sconfitte, cinque gol subiti e uno solo realizzato.

Il presidente Manfredi: stipendi e affari

Evitato il fallimento nel 2023 rischiato con Massimo Ferrero (a cui Edoardo Garrone regalò la società nel 2014 per la cifra simbolica di un euro), la Sampdoria sportivamente non si è mai ripresa. Dal 2024 il presidente è Matteo Manfredi, che è anche l’amministratore unico della Blucerchiati spa, la società con sede a Milano che detiene il 99% delle azioni del club genovese. E questo secondo ruolo, stando a quanto si legge nel bilancio 2024 della Blucerchiati, gli vale uno stipendio lordo annuo da 240 mila, che si somma a quello da presidente della Samp (altri 250 mila euro lordi), portando il totale della remunerazione a quasi 500 mila euro lordi.

Manfredi è il fondatore e il ceo di Gestio Capital, family office con sede a Londra e che, secondo i numeri riportati nell’ultimo bilancio (quello del 2023) depositato al registro imprese britannico, ha un attivo di 33,73 milioni di sterline e una liquidità complessiva per quasi 4,5 milioni di sterline. Risorse chiaramente non sufficienti per gestire una società di calcio a livello professionistico in Italia, a maggior ragione se questa società deve rispettare gli accordi di ristrutturazione del debito presi con il Tribunale di Genova nell’ottobre 2023.

Il proprietario della Sampdoria è Joseph Tey

E infatti il manager italiano nato a Pavia, che si era presentato all’ultimo cda blucerchiato dell’era Ferrero forte della compagnia di Andrea Radrizzani (Aser Ventures) poi uscito misteriosamente di scena, pur essendone il presidente, non è il proprietario del club di Genova. Ne possiede soltanto il 42%: quella è la quota di Gestio Capital in Gestio Capital Structuring & Investment Solutions sa, il veicolo lussemburghese che a sua volta controlla Blucerchiati spa e quindi la Sampdoria.

Il 58% di Gestio Capital Structuring & Investment Solutions sa è nelle mani di un altro veicolo lussemburghese, Kickoff Ventures, che quindi a catena controlla la Sampdoria. Dietro a questo veicolo, come risulta da documenti depositati al registro delle imprese lussemburghese, c’è Joseph Tey Wei Jin, «un cittadino di Singapore, nato a Singapore il 9 giugno 1973»: come è noto, è lui proprietario di fatto della Sampdoria.

I 50 milioni immessi nel 2025 nella Sampdoria

La tifoseria blucerchiata, dopo il dramma sportivo sfiorato nella scorsa stagione, ha alzato il livello della contestazione nei confronti della società, ma si è abbonata in blocco allo stadio (20.392 il dato finale) sperando in un cambio di passo che per ora non si è visto. Molti tifosi criticano l’operato della dirigenza e chiedono anche un maggiore impegno finanziario e più investimenti nel club.

La società si è sempre difesa sostenendo che gli investitori, e quindi soprattutto Tey, hanno già iniettato oltre 100 milioni nel club. In effetti, come evidenziato dal Secolo XIX nei giorni scorsi, il bilancio di Blucerchiati spa dimostra che solo nei primi mesi nel 2025 sono stati immessi 50 milioni di euro. Ma sono risorse utili a garantire la gestione corrente e che non vengono utilizzate per il calciomercato: nonostante ci fosse bisogno di rivoluzionare una rosa che lo scorso anno ha rischiato la retrocessione in Serie C, nella finestra di mercato che si è appena chiusa è stato investito, al netto dei riscatti, meno di un milione di euro per i cartellini dei giocatori. La maggior parte di loro è arrivata in prestito nel corso di una campagna acquisti che è stata orchestrata dal nuovo capo dell’area tecnica del club, il danese Jesper Fredberg.

Joseph Tey rimane una figura misteriosa

In tutto questo Jospeh Tey è una ancora figura misteriosa: non è quasi mai comparso sui canali ufficiali del club e non ha mai rilasciato dichiarazioni in via ufficiale. Si è presentato al ritiro estivo a Ponte di Legno a luglio ed era presente anche alle prime due sconfitte in campionato. Ma di lui si conosce ancora molto poco.

Un’inchiesta dei norvegesi di Josimar lo ha legato a Fun88, un società di scommesse attiva soprattutto in Asia ma non solo e che nel maggio scorso, dopo essere anche stata sponsor di club inglesi di Premier League come il Tottenham, ha rinunciato alla licenza nel Regno Unito: ha scelto di lasciare il mercato britannico dopo essere stata multata per 3,3 milioni di sterline per mancati controlli sul riciclaggio.

Josimar aveva scoperto che il nome e il logo di Fun88 erano stati registrati da una società con sede sull’Isola di Man chiamata Mustafar e il cui volto è l’inglese Nathan Walker (che da agosto è stato nominato “rappresentante degli azionisti” all’interno della Sampdoria). Un documento depositato il 23 maggio scorso al registro delle imprese dell’Isola di Man conferma che Walker è ancora l’accountant (contabile) e Tey è ancora un azionista di Mustafar. Ma un bilancio di questa società non è disponibile. Forse molte delle fortune del singaporiano arrivano da qui.

Gli affari di Tey al di là della Sampdoria

Definire quindi quale sia il reale patrimonio di Tey a Singapore è impossibile, ma MF-Milano Finanza ha provato a capire qualcosa di più dei suoi affari e, ad esempio, il misterioso investitore asiatico risulta avere a che fare anche con una società quotata in borsa. Un investimento che però non sembra essere stato così azzeccato.

La società si chiama Ryde Group, è quotata a Wall Street e risulta che Octava Fund Limited ne possieda 6.665.513 azioni di Classe A (19,52% del totale di quella classe e pari al 7,17% dei diritti di voto) e 1.365.225 azioni di Classe B (4% di quella classe e pari al 14,68% dei diritti di voto), per un totale del 21,85% dei diritti di voto complessivi. Octava Fund Limited appartiene a tre soci: Lee Kok Leong (33,32%), Pang Sze Khai (33,32%) e appunto Joseph Tey Wei Jin, con il 33,36%. Il singaporiano è quindi un azionista forte di questa società a Wall Street.

Ryde Group, sede alle Cayman e titolo in rosso

Ma cos’è e cosa fa Ryde Group? È una società di sharing di auto e di consegne che opera a Singapore ma che ha sede alle Cayman. Scambiato al Nyse (New York Stock Exchange), il titolo del gruppo è in profondo rosso e ha perso circa il 95% del suo valore dall’ipo (offerta pubblica iniziale) di marzo 2024: il grafico dell’andamento in borsa è simile a quello di un elettroencefalogramma piatto da ormai un anno, quando, a inizio settembre 2024, l’azione raggiunse improvvisamente un valore superiore ai 20 dollari per poi crollare in pochi giorni sotto quota 1 dollaro, livelli a cui scambia tutt’ora.

Al di là di un andamento anomalo con picchi e crolli improvvisi, l’attuale valutazione di 0,3 centesimi di dollari ad azione, per una capitalizzazione complessiva di 10 milioni di dollari, è giustificata dai fondamentali: Ryde Group è una società che fattura circa 5 milioni di dollari l’anno, ma con ricavi in calo nella divisione «mobility», che dovrebbe essere il core business dell’azienda.

Tey cerca soldi a Wall Street per uscire da Ryde

Proprio nei giorni scorsi però Ryde Group ha depositato alla Sec americana, l’equivalente della Consob italiana, un lungo documento con il quale comunica due cose. La prima è la volontà di «raccogliere nuovo capitale, emettendo, in più tranche e nel tempo, fino a 100 milioni di dollari in azioni di Classe A, obbligazioni, warrant, diritti o combinazioni di questi strumenti». La seconda, collegata alla prima, è «consentire a un azionista esistente», identificato in Octava Fund Limited e quindi anche in Tey, «di rivendere fino a 8 milioni di azioni di Classe A che già possiede. Da questa vendita la società non riceverà denaro».

In sostanza Ryde Group, nonostante le difficoltà, proverà a chiedere al mercato di Wall Street fino a 100 milioni di dollari, perché, tra le altre cose, deve liquidare la partecipazione di Tey. Molto difficile però immaginare che l’operazione, se mai dovesse essere lanciata, possa avere successo.

L’immobiliare con Octava è una fonte di profitti

La presenza di Tey nell’universo delle quotate e dei mercati pubblici sembra esaurirsi con la partecipazione in Ryde Group. Fuori dalle borse, però, il singaporiano vanta tra i suoi principali investimenti quello in Octava Private Limited, di cui possiede 7 milioni di azioni sulle 21 milioni complessive (il 33%). È una «holding di investimento con sede a Singapore, che investe nel settore immobiliare», dice il sito ufficiale. E il real estate sembra un investimento più riuscito per Tey.

Secondo documenti depositati al registro delle imprese di Singapore visionati da MF-Milano Finanza, la società ha chiuso il 2023 con asset totali per quasi 500 milioni di dollari di Singapore, pari a più di 330 milioni di euro, e un fatturato che equivale a quasi 100 milioni di euro, con un profitto annuale di circa 24 milioni di euro. La holding, al 31 dicembre 2023, aveva però anche in pancia utili accumulati (e non ancora distribuiti) per quasi 73 milioni di euro.

Le altre partecipazioni di Tey a Singapore

Sempre secondo quanto si legge nei documenti depositati al registro delle imprese di Singapore, oltre che di Octava, Tey è socio di Great South Gate Private Limited, azienda attivi in servizi di consulenza, ed è anche azionista di Tradesocio Private Limited, azienda impegnata nello sviluppo di software e applicazioni e di Hat Trick Labs (sviluppo software e applicazioni), mentre dallo scorso 20 febbraio non è più azionista di Stretch Capital Private Limited, azienda impegnata in Information Technology ma che, sempre dal 20 febbraio, alla voce «stato della società» risulta «struck off», ovvero cancellata.

Dallo scorso 22 agosto Tey risulta anche aver azzerato la sua partecipazione in Octava Impact Investment, una holding legata a Octava, mentre dallo scorso 8 agosto compare come socio in Guanhuo (ristorazione). Infine, dall’8 dicembre 2023 risulta azionista anche di Octava Esport, un’altra holding con cui evidentemente sempre Octava investe negli esport.

Tey con la Sampdoria ha scelto però di investire nello sport reale e non solo in quello virtuale. E per ora i risultati dicono che gli affari, come nel caso di Ryde Group, non gli stanno andando così bene. (riproduzione riservata)



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