Il titolo Saipem punta ai massimi dell’anno. L’azione è salita il 17 dicembre in chiusura dello 0,35% dopo aver toccato nell’intraday quota 2,374 euro, avvicinandosi al massimo del 2025 toccato lo scorso 10 gennaio a 2,797 euro. A sostenere i corsi dell’azione sia il rimbalzo del prezzo del petrolio (futures sul Brent +1,6% a 59,87 dollari al barile alle 17:35) a seguito del blocco deciso dal presidente statunitense, Donald Trump, per tutte le petroliere sanzionate che entrano ed escono dal Venezuela, sia l’indiscrezione di un potenziale nuovo contratto per la società guidata da Alessandro Puliti.
Infatti, secondo quanto ha riportato Upstream, la joint venture tra Saipem e la cinese Offshore Oil Engineering Company starebbe emergendo come principale candidato nella gara indetta da QatarEnergy per il progetto North field production sustainability (Nfps) da oltre 5 miliardi di dollari, noto come Comp 5.
Le offerte commerciali per il progetto sono state presentate all’inizio dell’anno da almeno quattro consorzi o società, con l’operatore che dovrebbe finalizzare la scelta del contraente preferito entro poche settimane.
Saipem e il partner cinese dovranno contendersi il potenziale contratto con la sudcoreana HD Hyundai Heavy Industries, la statunitense McDermott International, che aveva precedentemente ottenuto il pacchetto Comp 4, e il gruppo indiano Larsen & Toubro.
Intermonte ricorda che lo scorso anno Saipem si era aggiudicata un contratto Epc offshore da 4 miliardi di dollari per i progetti Comp 3A e Comp 3B del programma di compressione offshore Nfps. «L’ambito del Comp 5 dovrebbe rispecchiare quello del Comp 4, includendo sistemi di compressione offshore con piattaforme, unità di flare, alloggi e strutture correlate», puntualizza Mediobanca Research.
QatarEnergy Lng, filiale di QatarEnergy, sta guidando queste espansioni per aumentare la capacità di gas naturale liquefatto a 142 milioni di tonnellate all’anno entro la fine del decennio, rafforzando la posizione del Qatar tra i principali esportatori globali insieme a Stati Uniti e Australia. «L’aumento dei costi Epc potrebbe far superare i budget delle nuove fasi, come il North Field West, oltre i 21 miliardi di dollari», ipotizza Mediobanca Research.
Nei primi nove mesi del 2025 la raccolta ordini di Saipem ha raggiunto 7,5 miliardi di euro; nel quarto trimestre finora l’acquisizione di ordini dovrebbe essere stata pari a circa 1 miliardo, secondo i calcoli di Intermonte.
«Per il 2025 la nostra stima attuale è di 13,2 miliardi dai 18,8 miliardi nel 2024, che implica una raccolta ordini di 5,7 miliardi nel quarto trimestre», precisa Intermonte. Pur riconoscendo che il dato finale del 2025 potrebbe risultare inferiore alle sue stime, a causa di slittamenti nell’aggiudicazione di alcuni progetti al 2026, «continuiamo a ritenere che l’outlook commerciale per Saipem rimane solido, in particolare nel segmento offshore, nonostante l'attuale volatilità dei prezzi del petrolio, e ci aspettiamo che Saipem continui a migliorare i suoi margini e flussi di cassa nei prossimi trimestri. Quindi confermiamo il rating outperform e il target price a 3,10 euro sull’azione», lo stesso giudizio di Mediobanca Research (target price a 2,65 euro).
A fine 2025 Intermonte si aspetta ricavi in aumento a 15,074 miliardi di euro dai 14,44 miliardi del 2024, un ebitda a 1,678 miliardi (dagli 1,329 miliardi del 2024) e un utile netto adjusted a 326 milioni (da 306) con un dividendo di 0,134 euro per azione (rendimento del 5,7%; 0,166 euro nel 2024). (riproduzione riservata)