SailGP: la F1 del mare parla italiano e salpa con il primo team a leadership femminile
Assia Grazioli-Venier guida il Red Bull Italy SailGP Team, prima squadra italiana nella Formula 1 del mare con una leadership femminile. Una nuova rotta tra innovazione, inclusione e alta performance sul mare
Red Bull Italy Sail GP Team, la squadra nazionale di vela che rappresenta l’Italia nel campionato SailGP, è oggi il primo team guidato da un gruppo proprietario a leadership femminile. Una piccola rivoluzione per la Formula 1 del mare, che ha per protagonista una grande personalità. Assia Grazioli-Venier, fondatrice prima di Muse Capital e poi di Muse Sport con cui è a capo del consorzio che ha acquisito la barca, composto da investitori di alto profilo e leader del settore sportivo. Nata a Roma e formata negli Stati Uniti, divide il suo tempo tra Los Angeles e New York ed è una delle principali sostenitrici dell’equità nella salute delle donne e nello sport, oltre a essere una leader globale nel business sportivo, nel venture capital e nella consumer innovation. Accanto ad Assia, direttrice, a guidare questa nuova fase del team italiano ci sono il venture capitalist e imprenditore Gian Luca Passi de Preposulo, chairman del board, e Jimmy Spithill, campione SailGP e due volte vincitore dell’America’s Cup, nel ruolo di ceo e fondatore.

Gentleman. Da dove nasce la sua passione per lo sport?
Assia Grazioli-Venier. Lo sport è sempre stato una costante nella mia vita, molto prima che capissi che potesse diventare anche un motore economico e culturale. Mio padre partecipò alla prima edizione della Whitbread Round the World Race 50 anni fa (oggi The Ocean Race, ndr) e io ho praticato sport fin da bambina, dal canottaggio alle maratone, fino al calcio. Lo sport mi ha insegnato disciplina, creatività, resilienza e il valore del lavoro di squadra.
G. E la vela? Quando e come è nato quest’amore?
A.G-V. Da bambina ero affascinata dai racconti di mio padre sulla Whitbread: attraversare oceani con il solo aiuto del vento, senza Gps, in condizioni estreme, contando totalmente sull’equipaggio. Trascorrevo le estati navigando dall’Italia alla Turchia sulla nostra amata Boomerang, una Sparkman & Stephens di 12 metri. Ho frequentato i corsi della Scuola di Vela di Caprera e ho regatato su derive e cabinati. Con SailGP quella passione d’infanzia ha trovato la sua piena espressione, a livello personale e professionale.
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G. Come ha scoperto SailGP?
A.G-V. Quasi per caso. Nel 2023 un conoscente mi ha chiesto se fossi interessata a investire in una nuova squadra americana di vela. SailGP univa performance, dati, storytelling culturale e una visione globale. Parlava il linguaggio della nuova generazione. Era un campionato giovane, ma con il potenziale per diventare la F1 del mare: veloce, misto, sostenibile, digitale e inclusivo.

G. Ha iniziato investendo nella squadra americana e due anni dopo è diventata proprietaria della Red Bull Italy SailGP.
A.G-V. L’Italia è nel mio Dna. Dopo due anni come investitrice minoritaria nel team Usa, ho capito che per incidere davvero sul piano commerciale e culturale dovevo guidare. Quando si è presentata l’opportunità di lanciare una squadra italiana, l’ho vista come la perfetta sintesi tra le mie radici e la mia visione globale. L’Italia ha oltre il 70% di coste, una lunga tradizione marittima e talenti straordinari. Siamo stati protagonisti nella Coppa America, ma SailGP offriva qualcosa di diverso: una lega globale, veloce, attiva tutto l’anno, con una costanza simile alla Formula 1.

G. Red Bull Italy SailGP è il primo team del campionato a proprietà femminile. Ha cambiato le regole del gioco?
A.G-V. Assolutamente sì. Le donne influenzano tra il 70% e l’80% delle decisioni di acquisto globali, eppure sono ancora troppo poco presenti nei tavoli decisionali dello sport e della finanza. Con Muse Capital portiamo capitale, ma anche una direzione strategica e relazioni costruite in oltre vent’anni di esperienza nei media, nella tecnologia e nel benessere. Con Muse Sport investiamo in squadre e leghe che incarnano i nostri valori. È un momento entusiasmante per lo sport. E l’Italia ha la possibilità di guidare questo cambiamento con visione, innovazione e leadership femminile.
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