Un passaggio generazionale può essere preparato nei minimi dettagli, come nel caso dell’impero di Silvio Berlusconi. Oppure può attraversare complesse vicende legali, come insegna la successione - ancora in fieri - del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. Ma può passare anche da un’offerta pubblica di acquisto (opa).
«Dopo le operazioni straordinarie intervenute nel 2023 e il significativo ridimensionamento del business, e in vista di un passaggio generazionale, (l’emittente) ritiene che sia opportuna una riorganizzazione industriale, più agevolmente perseguibile nello status di non quotata». Così si legge nel documento, depositato presso la Consob, relativo all’opa su Saes Getters, società quotata (ancora per poco) sul segmento Star e attiva nella produzione di componenti e sistemi per applicazioni industriali e medicali.
L’opa lanciata da Sgg Holding, il veicolo delle famiglie Della Porta e Canale che assieme hanno gestito l’azienda per quasi 80 anni, porterà la società fuori da Piazza Affari martedì 9 luglio 2024. Una volta tornata privata, Saes Getters cambierà pelle dotandosi di una nuova struttura societaria, ri-orientando il business con un’attenzione maggiore al comparto della cosmetica e puntando gradualmente sulla terza generazione, già presente in azienda (ma non ancora in consiglio di amministrazione).
La proposta della holding ha consentito di raggiungere il 96% del capitale di Saes Getters, consentendo dunque di delistare l’azienda. L’intenzione dichiarata è di ottenere «l’approvazione, nel più breve tempo possibile, di una fusione dell’offerente (Sgg Holding, ndr) nell’emittente (Saes Getters, ndr)», ha chiarito una nota. A quanto appreso da MF-Milano Finanza, però, non ci sarebbe ancora un cronoprogramma per l’integrazione.
All’interno di Sgg Holding gli equilibri sono destinati a cambiare dopo l’opa. Un accordo tra i soci prevede che la famiglia Canale, che per molti anni ha occupato posizioni di peso - Giulio Canale è stato a lungo vice-presidente e membro del cda di Saes Getters - venda le sue quote alla società che nascerà a valle della fusione. Lo stesso farà la famiglia Dogliotti. La proprietà della Saes Getters non quotata, dunque, sarà dei Della Porta, che esprimono l’attuale presidente e amministratore delegato Massimo Della Porta, e della famiglia Nizzi.
I Della Porta guidano Saes Getters dalla metà degli anni 40, quando Paolo Della Porta, padre di Massimo, assunse le redini della società. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e il gruppo di Lainate ha più volte dovuto riadattare il business per restare al passo con le richieste in continua evoluzione del mercato. All’inizio degli anni Duemila, ad esempio, i display a cristalli liquidi hanno azzoppato i tubi catodici per televisori, che per decenni avevano rappresentato parte importante del giro d’affari dell’azienda.
La società è reduce dalla vendita per 900 milioni di dollari del business del nitinol, la «lega intelligente» di titanio e nichel che cambia caratteristiche in base alle condizioni di temperatura e pressione a cui è sottoposta. Il che implica un forte ridimensionamento: nel primo trimestre 2024 Saes Getters ha realizzato ricavi consolidati per 29 milioni di euro; nello stesso periodo del 2023, con il nitinol ancora compreso nel perimetro aziendale, il fatturato era stato di 60 milioni. La società, dunque, si sta riorganizzando, anche attraverso un processo di snellimento dell’organico e apertura alle nuove generazioni: solo tra gennaio e marzo ha portato avanti un programma di pensionamenti anticipati da oltre 13 milioni di euro. In più, nel management sono presenti i figli del presidente, Lorenzo e Ginevra Della Porta. Il primo è impegnato nella divisione packaging, mentre la seconda è chief innovation officer e segue la crescita dell’unità cosmetica, ramo d’azienda in cui la nuova Saes Getters sembra credere molto. (riproduzione riservata)