Lanciare la nuova offerta estiva in una giornata piovosa di gennaio forse non è di buon auspicio. Ma Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, non sembra una persona superstiziosa: «Se qualcuno, tanti anni fa, mi avesse detto che avremmo trasportato oltre 60 milioni di passeggeri in Italia nel 2025 non ci avrei mai creduto. Eppure eccoci qua», dice mercoledì 22 il ceo del vettore numero uno in Europa in un’intervista a MF-Milano Finanza sul futuro dell’operatore low cost in Europa e in Italia. Wilson è in Italia per presentare l’offerta estiva della compagnia con voli a partire da 26,99 euro.
Ryanair, che lunedì 27 pubblicherà i risultati di esercizio relativi al terzo trimestre, concluderà l’anno fiscale 2025 con 200 milioni di passeggeri trasportati in Europa, in incremento dell’8% su base annua. «C’è stata una forte ripresa post-Covid, siamo passati da 148 milioni ai 200 milioni di quest’anno. Si tratta di un aumento del 35%. L’obiettivo di lungo termine? Entro il 2034 puntiamo a trasportarne 300 milioni in Europa».
L’ottimismo di Wilson è legato anche (e soprattutto) alla fine degli scioperi dei lavoratori della Boeing. I problemi tra il management e la forza lavoro della compagnia statunitense, che produce aerei anche per Ryanair, si sono riflessi sui piani di crescita e sviluppo di gran parte degli operatori. Lo scorso ottobre Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair Group, aveva definito «un grosso problema» il ritardo nelle consegne dei 30 aerei previste tra marzo e giugno di quest’anno.
«Il 2025 sarà sicuramente un anno di crescita. La domanda è quanto cresceremo? Ecco, la risposta è direttamente collegata a Boeing. I lavoratori dell’azienda sono appena tornati a pieno ritmo dopo gli scioperi e stanno producendo. Sul preciso numero di consegne avremo un quadro più chiaro nelle prossime settimane ma siamo fiduciosi. Lunedì 27 gennaio forniremo un aggiornamento più preciso al mercato sulla situazione».
Un discorso a parte va fatto per il mercato italiano. «Dal punto di vista di Ryanair le storie italiane sono, per l’appunto, due. Si tratta del nostro mercato di maggior successo, con circa 65 milioni di passeggeri trasportati nell’anno fiscale 2025. Tuttavia ora ci chiediamo se potremo continuare a crescere».
«L’estate 2025 sarà una stagione importante per Ryanair. In Lombardia nelle due basi di Ryanair (Malpensa e Bergamo, ndr) saranno basati 30 aeromobili a fronte di un investimento di 3 miliardi di dollari (di cui 800 milioni nello scalo varesino con 8 aeromobili e 2 miliardi a Orio al Serio con 22 velivoli). Ma certo non possiamo dire che sarà un’estate di crescita», mette le mani avanti il ceo della compagnia «Piuttosto parlerei di una summer flat (estate piatta, ndr)».
Il motivo? «L’incremento dell’addizionale comunale sul trasporto aereo di altri 0,50 euro, che fa arrivare la tasse per ogni passeggero dai 6,5 fino agli 8 euro. Un’oscillazione legata all’aumento della tassa varato nell’ultima legge di bilancio».
L’Italia, secondo Wilson, si è infilata in una «posizione di svantaggio competitivo. Paesi come la Svezia e la Polonia stanno riducendo le tasse, in altri ancora come la Spagna e il Portogallo queste addizionali non esistono neppure. Ma l’Italia può seguire esempi che ha anche in casa», spiega il ceo citando le scelte autonome del Friuli-Venezia Giulia, dell’Abruzzo e della Calabria. «Sono Regioni che stanno beneficiando in termini di connettività, turismo e occupazioni. La decisione lungimirante di abolire l’addizionale comunale ha portato Ryanair a investire in quei territori. Abbiamo messo in campo un piano di crescita potenziato che in Calabria, per esempio, include una crescita del 50% del traffico, 3 nuovi aerei basati e 15 nuove rotte».
Ryanar ribadisce così l’invito rivolto al governo italiano a revocare la tassa sui passeggeri. Ma in cambio? «Offriamo oltre 40 nuovi aeromobili basati, a fronte di 4 miliardi di investimenti, che porterebbe a un incremento di 20 milioni di passeggeri, 250 nuove rotte a supporto e 1.500 nuovi posti di lavoro». Queste argomentazioni sono contenute in un paper che a dicembre la compagnia ha inviato al governo Meloni, chiedendo la revoca dell’addizionale. (riproduzione riservata)