Il rublo russo si indebolisce rispetto al dollaro, ma mantiene la maggior parte dei guadagni della sessione precedente con tutti gli occhi puntati sulla banca centrale russa, che per la prima volta in più di un anno ha deciso di alzare i tassi di interesse.
La Banca centrale russa ha deciso di alzare il tasso d’interesse di 100 punti base all’8,5% annuo dal 7,5% con l’obiettivo di combattere la crescente inflazione. Gli attuali tassi di crescita dei prezzi, inclusa una varietà di indicatori sottostanti, hanno superato il 4% in termini annualizzati e sono ancora in aumento.
«L’aumento della domanda interna supera la capacità di espandere la produzione, anche a causa della limitata disponibilità di risorse di lavoro. Ciò rafforza la persistente pressione inflazionistica nell’economia. Le aspettative di inflazione sono aumentate. L’andamento della domanda interna e il deprezzamento del rublo dall’inizio del 2023 amplificano notevolmente i rischi pro-inflazionistici», spiegano dalla banca centrale. La politica monetaria della Banca di Russia, aggiunge la nota, «ridurrà la deviazione al rialzo dell’inflazione dall’obiettivo».
Dopo aver sorpreso i mercati la Banca centrale russa ha anche lasciato la porta aperta a un ulteriore aumento del tasso di riferimento nelle prossime riunioni per stabilizzare l’inflazione vicino al 4% nel 2024 e oltre. Secondo le previsioni della Banca di Russia, dato l’orientamento della politica monetaria, l’inflazione annua si attesterà al 5-6,5% nel 2023 per tornare al 4% nel 2024.
Quello di luglio è stato il primo rialzo dei tassi in più di un anno, dopo che la banca aveva deciso di alzare i tassi del 20% in seguito all’inizio del conflitto per poi tagliarli gradualmente fino al 7,5% subito dopo. (riproduzione riservata)