A Unterföhring, sobborgo a nord di Monaco di Baviera, svaniscono ufficilamente i sogni bavaresi di un consolidamento nazionale. Rtl Group ha annunciato l’acquisizione da Comcast di Sky Deutschland per 150 milioni di euro, in un’operazione che promette di ridisegnare il panorama tedesco dei media e rafforzare la competizione contro i colossi dello streaming. Ma che soprattutto taglia le gambe a chiunque internamente a ProSiebenSat.1 - la media company che ha come primo azionista Mfe-MediaForEurope - sperasse ancora in una fusione a carattere nazionale.
«Sky è l’opzione migliore per noi», ha dichiarato Thomas Rabe, ceo del Gruppo Rtl, a Reuters. In passato, Rabe aveva più volte accarezzato l’idea di una fusione con il concorrente bavarese ProSiebenSat.1, ma dubitava che le autorità antitrust avrebbero dato il via libera. «La questione di una fusione con ProSiebenSat.1 è ora definitivamente fuori discussione - ha messo una pietra tombale Rabe - e un ulteriore consolidamento nel mercato tedesco non è necessario per noi e non lo cercheremo».
L’accordo prevede anche una componente variabile che potrebbe far lievitare il prezzo fino a 527 milioni, a seconda dell’andamento in borsa delle azioni Rtl. L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione di Rtl e soggetta al via libera delle autorità regolatorie, porterà alla nascita di un gruppo con 11,5 milioni di abbonati paganti. Rtl Group, controllato dal gigante editoriale Bertelsmann, consolida così la sua posizione nel mercato tedesco unendo le forze con Sky Deutschland, la filiale tedesca del gruppo statunitense Comcast. Rincarando poi la dose, Rabe ha aggiunto: «Metteremo insieme due dei marchi più potenti in Europa in ambito sportivo e di intrattenimento. Questo ci renderà più competitivi rispetto ai giganti globali dello streaming».
Rtl acquisirà integralmente le attività di Sky in Germania, Austria e Svizzera, oltre alle relazioni con i clienti in Lussemburgo, Liechtenstein e Alto Adige. L’operazione include anche la piattaforma di streaming Wow, attualmente uno dei principali asset digitali di Sky Deutschland.
Sarà forse l’avere la sede nello stesso sobborgo bavarese, fatto sta che non è una leggenda metropolitana l’esistenza di un filo invisibile tra Sky e ProSiebenSat.1: per anni Prosieben ha provato a portarsi a casa Sky. Secondo indiscrezioni pubblicate già nel 2020 da Handelsblatt e Faz, Comcast era persino disposta a concedere una «dote» finanziaria, pur di liberarsi di un business in perdita e complicato da governare da oltreoceano.
Le trattative però non sono mai decollate: troppi ostacoli regolatori, troppi dubbi sulla tenuta finanziaria del gruppo bavarese e un mercato pubblicitario che, complice la pandemia, aveva tagliato le ali a ogni progetto di espansione. Alla fine, Comcast ha tenuto Sky per sé, l’ha rimessa in carreggiata tra tagli e streaming, aspettando un acquirente più solido.
Ora quell’acquirente ha un nome: Rtl, forte di una struttura robusta, pronta a inglobarsi 11,5 milioni di abbonati potenziali e i diritti sportivi che da soli valgono uno zoccolo duro di ricavi. Ma ogni sinergia ha un prezzo. La sede di Sky resterà ufficialmente a Unterföhring, ma il baricentro decisionale e finanziario si sposta a Colonia. E nel linguaggio manageriale, «efficienza» è spesso sinonimo di esuberi.
Per ProSiebenSat.1 questa non è la fine di un sogno, ma forse l’inizio di una strategia più chiara. Svanita Sky, resta la chance di riposizionarsi dove è storicamente forte: la tv gratuita, popolare, radicata nei gusti tedeschi, alimentata da format nazionali e da produzioni originali difficili da scalzare.
Qui entra in scena Mfe, la holding guidata da Pier Silvio Berlusconi, che da tempo lavora a un polo paneuropeo di reti generaliste. Un progetto che punta meno sui blockbuster globali e più sui contenuti caldi, sulle notizie, sull’intrattenimento fatto in casa, dove Netflix e Amazon Prime restano - nonostante tutto - ospiti ancora poco credibili.
In parallelo, c’è la carta Ppf, il conglomerato ceco che ha già investito in ProSieben e che potrebbe diventare un partner più finanziario che industriale verso una transizione totalmente digitale della tv tedesca. Ma è esattamente la strada che sta imboccando Rtl. Ha davvero senso per ProSiebenSat diventare una sorta di ruota di scorta?
Il paradosso è chiaro: Rtl ora ha bisogno di abbonati, di ricavi pay, di clienti disposti a pagare. Questo lascia un’autostrada aperta per chi, come ProSieben, può puntare ancora di più sul pubblico generalista, sulla pubblicità lineare, sui reality, sui format di attualità e intrattenimento che parlano la lingua di chi li guarda.
Il sisma di Unterföhring è stato forte, ma non irreversibile. Anzi: se ProSieben saprà trasformare la scossa in spinta, la partita della Tv tedesca è tutt’altro che finita. E a Unterföhring, si sa, nessun dossier resta chiuso per sempre.
Nel frattempo arriverà un nuovo player nello streaming. L’unione dei 5 milioni di abbonati di Sky Deutschland con i 6,3 milioni di Rtl+ porterà la nuova entità a competere più da vicino con Netflix (18 milioni di abbonati in Germania) e Prime Video (15 milioni). Rtl punta a sfruttare la forza congiunta dei suoi contenuti generalisti e dei diritti sportivi premium di Sky, come Bundesliga, Premier League, Coppa di Germania e Formula 1, per accelerare la crescita nello streaming. La nuova società avrà un fatturato pro-forma 2024 stimato in 4,6 miliardi di euro, con il 45% dei ricavi generati da abbonamenti. Le sinergie attese sono quantificate in 250 milioni di euro all’anno entro tre anni dalla chiusura, secondo quanto riportato da Rtl. (riproduzione riservata)