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Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Alla scoperta della Rotterdam del futuro: tra moda d’avanguardia, architettura sostenibile, musei iconici e l’energia del movimento New Dutch

di Silvana Rizzi
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Oggi è lei la prima donna del movimento New Ducht, il motto che accanto all’immagine del paese come patria dei mulini a vento, dei tulipani, dei canali e dei Maestri Olandesi, rivendica la capacità di trasformazione dei Paesi Bassi, da anni all’avanguardia nell’innovazione e nella creatività.

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Con un obiettivo ben preciso: costruire un futuro sostenibile e egualitario, in anticipo sui tempi. Nei campus universitari le ricerche sull’intelligenza artificiale e la tecnologia quantistica sono all’ordine del giorno mentre le industrie sono pronte a passare a emissioni di carbonio più basse o pari a zero. Questo spirito innovativo e anticonvenzionale si respira un po’ ovunque nella città: dall’architettura, al design, ai musei, fino alla moda e alla cucina. Arrivare a Rotterdam, la seconda città più popolosa del paese con il porto più grande d’Europa, è molto semplice. Dall’aeroporto di Amsterdam si scende direttamente alla stazione ferroviaria, dove ogni 45 minuti parte un treno veloce che porta nel cuore della città in meno di mezz’ora.

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Il centro, risparmiato dai bombardamenti tedeschi della seconda guerra mondiale, è il regno di ristorantini, bakery, come Jordy’s, dagli ottimi toast al Cheddar ( il tipico formaggio olandese), birrerie, negozi originali dalle imprevedibili vetrine, ma soprattutto di musei sorprendenti, che hanno il grande atout di essere raggiungibili a piedi. In sintonia con il tono anticonvenzionale, ma nello stesso tempo funzionale della città, un buon indirizzo per alloggiare è il centrale Supernova Hotel, Gravendijkwal 68, un albergo non albergo, colorato e divertente, con una sala dedicata alla lettura.

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

A proposito di originalità: passeggiando nel quartiere di Delfshaven, il più antico della città, con edifici storici e locali tipici affacciati sull’acqua, ci si imbatte nel Dutch Pinball Museum, in italiano il museo del Flipper, un ex magazzino del grano, con oltre un centinaio di flipper, dal 1850 a oggi, a disposizione del pubblico per una partita.

Museumpark: il centro nevralgico della cultura

Nel cuore del parco, la Kunsthal, uno dei principali istituti culturali del paese, dedica, fino al 6 marzo 2026, una grande mostra a Iris Van Herpen, la pioniera olandese del fashion designer, famosa in tutto il mondo: Iris van Herpen: Sculpting the Senses

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Con Iris Van Herpen la moda si proietta in avanti con l’utilizzo di materiali insoliti, anche tecnologici, per creare una couture consapevole, parola chiave del futuro. «L’ispirazione per le collezioni mi viene dalla scienza», racconta la stilista, «dalla biologia, dall’architettura, tanto che nel mio atelier alcuni collaboratori appartengono a quel mondo». La mostra, in sei sezioni, porta in scena l’esplorazione sensoriale dell’universo della designer attraverso la moda, l’arte contemporanea e il design. Chi arriva qui impreparato e neppure fa parte del mondo della moda, non può che restare affascinato di fronte alle meraviglie esposte.

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Abiti luminosi, volanti, fluorescenti, ispirati alle forme delle onde, ai colori del mare profondo, alla vita negli abissi dell’Oceano o ai tentacoli delle meduse: ogni abito è una scultura studiata in ogni particolare. Dall’Oceano si passa alla sezione Multisensory dress, dove l’Abito Ipnotico esplora le molteplici abilità del cervello tra la sfera subconscia e conscia. Ogni sezione è una sorpresa: in Fear and Mythologie  i vestiti-sculture ci parlano di Hieronymus Bosch e delle Metamorfosi di Ovidio, mentre in Futurism a stupirci sono le collezioni Syntopia e Escapism, dove l’abito ha un potere trasfigurante.

Depot, il deposito d’arte

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

A pochi passi dalla Kunsthal, nel Museumpark, un’enorme sfera-elisse a specchio, di nome Depot, cioè deposito, conferma per l’ennesima volta la capacità innata di trasformazione degli olandesi. Per la prima volta è stata realizzata una struttura dedicata allo stoccaggio di una collezione d’arte, accessibile al pubblico. In questo caso è stata la necessità di accasare i150mila depositi del vicino museo Boijmans Van Beuningen, il più grande museo della città. Superate le discussioni con i cittadini che si vedevano privati di un pezzo del parco, il museo Boijmans ha inaugurato il suo deposito il 6 novembre 2021. E che deposito!

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Si tratta di una sfera che contiene opere straordinarie, senza aver nulla in comune con un museo tradizionale. Le opere, infatti, non sono catalogate per epoca e neppure per tema, ma sono distribuite in uno dei 14 spazi a disposizione (da non perdere la visita con la guida, su prenotazione), secondo il grado di temperatura e di umidità di cui hanno bisogno. Tutto l’edificio è a impatto zero dal punto energetico, gli impianti climatici limitano al massimo la dispersione di calore e il consumo d’acqua è al minimo. Non esistono regole per visitare il Depot: basta guardarsi intorno per essere coinvolti. L’ideale è scannerizzare all’entrata il QR code per scaricarne la app, scoprire cosi la pianta dell’edificio e avere un’idea di tutte le attività proposte durante la visita.

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Al centro dell’atrio, a suscitare un “oh” di meraviglia, s’innalza verso il cielo l’ascensore in vetro e acciaio, animato da tele di artisti più o meno famosi appese qua e là e da oggetti impensabili. I piani sono sei. Il sesto offre una terrazza con vista sulla città e il ristorante Renilde per un drink o un lunch. Il quinto è riservato alle mostre, in genere lontane dagli schemi museali tradizionali, rinnovate ogni sei mesi, mentre al quarto e al terzo protagonista è sempre l’arte, all’insegna della creatività e della sorpresa.

Fenix, l’ultimo fiore all’occhiello di Rotterdam

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Per essere in tema con Fenix, il primo museo al mondo che racconta le storie della migrazione attraverso l’arte, l’ideale è arrivarci con il water taxi. Si sbarca di fronte al Tornado in acciaio, simbolo del movimento New Dutch e fulcro del museo, una scultura gigante, con due scale intrecciate, che partono dall’atrio ed escono all’aperto, offrendo un panorama della città molto interessante. Dall’alto, ben visibile si riconosce l’Hotel New York, sede della Holland Amerika Line, da dove, all’inizio del Novecento, i migranti partivano per l’America per fare fortuna. Intorno i nuovi grattacieli, progettati da grandi architetti, e in primo piano l’Erasmusbrug, il monumentale ponte Erasmo, realizzato nel 1996 con un solo pilone, che sembra correre verso il cielo, sostenuto da 40 cavi.

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Dopo la visita di Fenix, dove campeggia, tra le tante opere di artisti internazionali, la tela Man in Wainscott di Willem de Kooning, che a suo tempo partì da qui per l’America, viene la curiosità di percorrere l’Erasmusbrug, per dare un’occhiata al Kop Van Zuidi, il quartiere oggi rinnovato. E perché no, bere un ottimo cocktail alla Putaine, con vista sul porto, accompagnato dalle tipiche polpettine locali e ostriche freschissime. Chi lo desidera può fermarsi qui per la cena: il ristorante è altrettanto valido.

Rotterdam visionaria: la nuova capitale dell’arte olandese

Un’eccellente alternativa, nel centro città, a metà strada tra l’albergo Supernova e il Depot, è Morgan &Mess, Mathenesserlaan 145, un boutique hotel in un palazzo in stile Bauhaus, con un’ottima cucina molto curata e vini doc, all’insegna della creatività. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/10/2025 17:22
Ultimo aggiornamento: 15/10/2025 17:23
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