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Ritorno a Manhattan

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 074 pag. 59 del 15/04/2022

Corsa al mattone a Manhattan (ma anche a Brooklyn) nel primo trimestre 2022. Si parla di un vero boom per quanto riguarda le compravendite di abitazioni, il numero più alto degli ultimi 30 anni. Ma anche i prezzi non sono rimasti a guardare: la quota di aste al rialzo è salita per il quarto trimestre consecutivo, al top degli ultimi quattro anni (negli Usa è possibile mettere le offerte in competizione tra loro). E più in generale le quotazioni medie risultano più elevate rispetto ai livelli pre-pandemia, specie nel mercato dei condomini e nel lusso. Molte le ragioni alla base della nuova accelerazione del mercato, «a cominciare dal clima di incertezza e soprattutto dalla paura dell'inflazione unita però a tassi ancora bassi per chi cerca un finanziamento, ovvero al 4,2% mentre secondo le previsioni tra non molto si attesteranno stabilmente sopra il 5%», spiega Francesco Cirillo, fondatore di Ubiq, società di consulenza, intermediazione e gestione immobiliare. «Ma non solo: durante la pandemia in molti hanno deciso di comprare casa, da parte di cgi non ce l'ha o di chi, messo alla prova da lockdown e smartworking, ne vuole invece una più grande dei prezzi arrivati a livelli molto bassi mentre al contrario gli affitti sono diventati carissimi. In realtà le quotazioni hanno già recuperato del tutto rispetto ai minimi raggiunti nel 2020 quando, a causa di pandemia e lockdown, Manhattan si era quasi svuotata e il mercato immobiliare praticamente bloccato, ma restano comunque inferiori rispetto ai massimi del triennio 2016-2018».

Anche se il rimbalzo c'è già stato quindi, gli spazi per un ulteriore apprezzamento degli immobili residenziali non si sono ancora esauriti. ll caro affitti sembra infatti destinato a durare visto che l'offerta è insufficiente: nella fase più critica del mercato i molti, pur di non rimanere con l'appartamento sfitto e quindi senza reddito, hanno acconsentito a locarlo a lungo termine e a prezzi a sconto, quindi per ora sono bloccati. Molti poi anche i proprietari che per ora preferiscono tenere la casa vuota. Sul fronte delle abitazioni in vendita invece, anche se l'offerta si è leggermente incrementata rispetto al precedente trimestre, resta comunque limitata rispetto agli anni scorsi e la domanda non sembra destinata a perdere di forza: moltissimi i contratti preliminari già firmati a dimostrazione che il trend rialzista è destinato a proseguire. «Per tutti questi motivi ci si aspetta un'attività ancora frenetica anche nei prossimi trimestri nonostante l'aumento dei tassi di interesse e l'incertezza politica globale», prosegue Cirillo, «tanto più che la liquidità non manca e che per di più siamo anche nella stagione di stacco di bonus aziendali. Basta pensare che nell'ultimo trimestre nel segmento delle case di lusso oltre la metà degli acquisti è stata fatta cash, e parliamo di operazioni sopra i 5 milioni di dollari».

La fase positiva peraltro interessa un po' tutti i segmenti di mercato, da quello medio al lusso (quello che si è apprezzato di più), dai quartieri più centrali o di moda a quelli emergenti. Diversi piuttosto gli acquirenti rispetto al periodo pre Covid: pochi gli stranieri perché se non vaccinati non possono entrare negli Stati Uniti e perché ancora in molti non se la sentono di affrontare lunghi spostamenti in aereo. Il cambio inoltre oggi non è più così favorevole, perlomeno rispetto all'euro, «anche se diversi nostri clienti italiani che avevano rivenduto sui massimi, oggi hanno deciso di rientrare sul mercato magari puntando si casa in costruzione», spiega Cirillo. Si tratta quindi di un mercato per lo più domestico, considerando però che il panorama di chi oggi vive a Manhattan è completamente cambiato rispetto a qualche anno fa, con l'arrivo di una nuova generazioni di giovani mentre chi ha lasciato durante il lockdown nella maggior parte dei casi non è più rientrato. Molti comunque anche gli investitori. Ancora in panne invece è il mercato degli uffici, mentre quello degli immobili destinati ad attività commerciali si sta lentamente riprendendo.

Ma quali sono oggi le zone preferite perché più belle e alla moda o semplicemente perché più accessibili? Partendo da quella più classiche, a Manhattan va ricordata senz'altro Nomad ovvero North of Madison Square Park, diventata ormai una delle più ambite della città: conta nuovissimi e bellissimi grattacieli pur essendo a due passi da Chelsea e Gramercy dove le costruzioni sono decisamente più basse ed è più piacevole vivere rispetto a Midtown, fatta eccezione naturalmente per chi dispone di un'abitazione a ridosso di Central Park. Sempre forti anche Soho e Noho dove è passata una sorta di piano di riqualificazione che permetterà la costruzione di 3.500 nuovi appartamenti di cui 900 da destinare ai cosiddetti mid-low income cosicché anche famiglie di ceto medio-basso possano accedere a questa area della città.

Forse però i cambiamenti più interessanti stanno avvenenndo al di fuori dell'isola di Manhattan e cioè a Brooklyn (in realtà già da tempo oggetto di grande interesse, anche da parte degli investitori) e Queens. Da ricordare in particolare Gowanus, un ex area industriale compresa tra Carrol Garden e Park Slope dove appunto grazie a un grande piano di riqualificazione stanno vedendo la luce molte nuove costruzioni, «al punto che il quartiere comincia ad assomigliare a quartieri che hanno già avuto questa esperienza come Williamsburg e Bushwick a Brooklyn», spiega ancora Cirillo. «In particolare, oltre alle abitazioni, il quartiere si sta già vivacizzando, con nuovi locali, ristoranti, supermercati, che lo hanno già reso molto appetibile».

Discorso analogo a Brooklyn per Fort Greene, quartiere alberato per famiglie che prende il nome dall'omonimo parco, così come per Bushwick, ex quartiere operaio nella parte settentrionale di Brooklyn, nonché East Willamsburg. E ora anche si inizia a parlare di Ridgewood, zona confinante con Bushwick, ma che fa già parte del Queens, molto gettonato da ragazzi e giovani coppie. Infine sempre al Queens, attenzione a Kew Gardens Hills, (a ridosso di Flushing Meadows), altro quartiere emergente molto richieste dal ceto medio, così come Long Island City, ex area industriale riconvertita lungo l'East River. (riproduzione riservata)



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