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Risparmio, ecco il piano che la Commissione Ue presenterà il 19 marzo sulla Savings and Investments Union
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Risparmio, ecco il piano che la Commissione Ue presenterà il 19 marzo sulla Savings and Investments Union

11 marzo 2025, 21:50 Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2025, 11:04

La bozza consultata da MF-Milano Finanza sulla Savings and Investments Union. Le proposte includeranno una tabella di marcia con interventi su supervisione dei mercati, conti deposito, cartolarizzazioni e banche

La Commissione Ue è pronta a presentare il 19 marzo il piano per la Savings and Investments Union (Siu) con misure auspicate anche nei rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta. L’obiettivo è rendere più redditizi i risparmi dei cittadini e fornire alle imprese europee finanziamenti aggiuntivi per 470 miliardi all’anno.

Nella bozza di 17 pagine consultata da MF-Milano Finanza, l’esecutivo di Bruxelles ha indicato una tabella di marcia dei provvedimenti. Le proposte principali riguardano conti di risparmio con incentivi fiscali, nuove regole sulle cartolarizzazioni (con trattamento prudenziale di favore per le banche), una supervisione dei mercati con alcuni poteri a livello Ue, la rimozione delle barriere tra Stati e un report sulla competitività delle banche come chiesto dai governi europei.

Le misure sul risparmio

Nel capitolo relativo a «cittadini e risparmio», la Commissione ha evidenziato che adotterà misure entro il terzo trimestre 2025 per aiutare gli Stati a promuovere la diffusione dei conti di risparmio e di investimento, con una raccomandazione sul loro trattamento fiscale.

Inoltre la Commissione vuole «facilitare l’accordo tra Parlamento e Consiglio sulla Retail Investment Strategy» che è bloccato da qualche mese. Tuttavia Bruxelles ha anche precisato che «non esiterà a ritirare la proposta se i negoziati non riusciranno a raggiungere gli obiettivi».

La Commissione inoltre adotterà entro il terzo trimestre del 2025 una «strategia di alfabetizzazione finanziaria» e, assieme alla Bei, al Mes e alle banche di promozione nazionali come l’italiana Cdp, «studierà come aumentare le opportunità per gli investitori retail di contribuire al finanziamento delle priorità Ue investendo in strumenti finanziari emessi da tali organismi, eventualmente collegati a progetti specifici».

Gli investimenti

Quanto invece al capitolo su «investimenti e finanziamenti», la Commissione vuole «facilitare gli investimenti in equity» di assicurazioni, fondi pensioni e banche. Gli istituti di credito potrebbero avere sconti patrimoniali per gli investimenti nei programmi legislativi.

Inoltre l’Ue vuole rivedere il regolamento Euveca per rendere più attraenti il veicolo europeo per il venture capital e intende rimuovere le barriere fiscali per gli investimenti transfrontalieri.

Riguardo al Listing Act, Bruxelles vuole assicurare che le regole siano «semplici» e che gli oneri sia «ridotti al minimo, per aumentare la liquidità e l’offerta di capitale alle società quotate».

Sul tema dell’agevolazione delle cartolarizzazioni, su cui è al lavoro anche la Bce, la Commissione farà proposte nel secondo trimestre 2025 con «focus sulla revisione della due diligence, della trasparenza e dei requisiti prudenziali per banche e assicurazioni».

La supervisione dei mercati e le banche

Quanto poi al capitolo della supervisione, la Commissione chiede alle autorità europee e nazionali di «fare pieno uso degli strumenti ora disponibili». Entro il terzo trimestre 2026 ci saranno proposte per una vigilanza dei mercati di capitale «più unificata» che includeranno il «trasferimento di alcuni compiti a livello Ue».

Riguardo agli istituti di credito, Bruxelles chiede «un risultato ambizioso» sulla Cmdi (Crisis Management and Deposit Insurance) e promette «passi decisivi» sull’Edis, la garanzia comune dei depositi.
Inoltre entro fine 2026 la Commissione Ue pubblicherà un rapporto sulla competitività del settore bancario, come chiesto dai maggiori governi Ue anche in risposta alla deregolamentazione Usa.

Nella consultazione Ue sulla Siu, l’Abi ha chiesto «una valutazione d’impatto dei costi e dei benefici di ogni azione» e di «semplificare il contesto normativo dei mercati dei capitali invece di aggiungere nuove leggi, requisiti e vincoli». Aipb ha sottolineato la necessità di «riconoscere il ruolo del private banking» poiché la Siu dovrebbe «incanalare i risparmi detenuti dalle società di private banking verso le pmi e promuovere la crescita economica attraverso servizi di consulenza su misura e prodotti finanziari specializzati». La Siu sarà discussa anche nel Consiglio Europeo del 21-22 marzo. (riproduzione riservata)



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