Rinasce la leggenda perduta di Bentley Corniche del 1939
Storia avvincente del secolo scorso e sfida in questo, portando alla resurrezione di un modello unico, ricostruito grazie anche alla passione delle maestranze Bentley e Mulliner
Corniche: affascinante nome di cinque generazioni di elegantissime Rolls-Royce scoperte dal 1971 al 2002, che in realtà appare prima della Seconda guerra mondiale. Con un solo esemplare costruito: ma con marchio Bentley. Il quale, per la grande crisi dimentica presto i fasti di Le Mans e diventa proprietà della rivale con la statuetta alata. Il primo modello della nuova era è la Mark V del 1939, quando sta per iniziare il conflitto: in un paio d’anni ne sono realizzati solo 11 esemplari completi, più quattro non ultimati.

Verso la fine degli anni 30 il pilota greco André Embiricos commissiona una sportiva basata sul vecchio telaio della 4¼ Litre. Bentley azzarda una versione aerodinamica: streamline, come si definisce all’epoca. Denominata Corniche, ha telaio alleggerito, è potenziata con meccanica elaborata, ha raffinate sembianze: disegnata da Georges Paulin è realizzata dalla parigina Carrosserie Vanvooren. Il fascino è tale che Bentley decide di avviare la produzione di questa versione sportiva della Mk V, da presentare a breve.

Completata nel maggio 1939, è provata sul circuito di Brooklands, dove supera i 160 km/h migliorando le prestazioni delle Mk V di serie. Occorre però arrotondare l’enorme radiatore verticale: lavoro non semplice ma che cambia del tutto il fascino del frontale, facendo scomparire la vista del radiatore tradizionale. La carrozzeria con le portiere apribili a libro, senza montante centrale, è innovativa. Le elaborate curve dei parafanghi e le rastremature nella coda sono stilemi futuribili per la compassata Inghilterra del tempo: l’effetto si rivela come un sogno divenuto realtà.

Corniche è inviata in Francia per una prova su strada, ma nel mese di luglio è danneggiata da un autobus e deve tornare da Vanvooren. Al termine dei lavori, l’8 agosto, la ritira un collaudatore Bentley, diretto a Chateauroux, quartier generale dei test. Arrivando vicino al quale, la storia cambia repentinamente: un’altra vettura taglia la traiettoria alla Corniche che esce di strada, urtando un albero e rovesciandosi su un lato. L’incidente, documentato da un paio di immagini, comporta seri danni.

L’intrigo si fa avvincente e il tempo stringe: il debutto è previsto a Londra a Earls Court e al Salone di Parigi qualche mese più tardi, ma il 1° settembre scoppia la guerra. Si smontano i lamierati dal telaio: questo è mandato alla fabbrica Bentley, mentre la carrozzeria è ripristinata in Francia, quindi trasportata a Dieppe, sulla Manica, per essere inviata nella sede Bentley a Crewe. Il destino però si accanisce: un problema amministrativo al porto causa un ritardo e, in attesa dell’imbarco, un bombardamento la distrugge. L’unica Corniche, non essendo completate le altre tre inizialmente previste, va così perduta.

Molti decenni dopo, siamo nel nuovo secolo, da alcuni volontari delle memorial foundation dedicate a W.O. Bentley e a Sir Henry Royce, nasce l’idea di riportarla in vita. Bentley, considerando l’interesse per un modello che anticipò lo sviluppo degli anni successivi al conflitto, decide di impegnarsi nella ricostruzione, in vista delle celebrazioni per il centenario del marchio. Progetto così focalizzato dal presidente Adrian Hallmark: «Corniche del 1939 era un’evoluzione del design Bentley, che la accosta alla successiva R Type Continental. Modello cardine nella nostra storia che dimostra come il marchio fosse all’avanguardia per design e tecnologia. Il restauro evidenza la nostra competenza nel riportare allo splendore originale le vetture storiche».

Restauro o, meglio, ricostruzione, affidata a Mulliner, reparto Bentley dedicato alla personalizzazione, dove fin dagli anni 70 sono stati costruiti esemplari unici, comprese due State Limousine prodotte nel 2002, e con modelli in produzione adattati e realizzati in base alle esatte specifiche dei clienti. Primo progetto storico, la ricostruzione di Corniche utilizza i disegni tecnici originali, parti meccaniche dell’epoca costruite per Corniche e Mk V e riproduce la carrozzeria identica all’originale. Gran lavoro dei volontari per raccogliere informazioni e componenti utili all’assemblaggio del telaio, mentre il corpo vettura è riprodotto dalle bozze donate dalla famiglia di George Paulin, il disegnatore originario. Sono molti i dipendenti di Mulliner e di altri reparti Bentley, a dedicare il loro tempo libero lavorando su Corniche.

Il team dedicato a produrre l’ammiraglia Mulsanne, dove i pannelli sono ancora piegati a mano, contribuisce alla rifinitura degli stessi, mentre il laboratorio di verniciatura impiega molte ore a campionare il colore esterno fino a ottenere l’Imperial Maroon per il corpo vettura principale e l’Heather Grey per elementi laterali in base alle poche descrizioni disponibili. Il responsabile del design degli interni Darren Day e il suo team hanno poi realizzato i modelli per i sedili e per le finiture delle portiere, studiando documenti dell’epoca. Infine il team per i rivestimenti ha operato fino a ricalcare se perfettamente lo stile Vanvooren, scegliendo accuratamente la pelle Connolly Vaumol, il tessuto West of England e ricavando i tappetini da un rotolo antico rimasto in magazzino.

Il mastro carpentiere Gary Bedson ricrea una camera a vapore per piegare le sezioni di legno delle cornici interne dei finestrini, altri lavorano duramente per ricreare la griglia anteriore, analizzando con sistemi Cad i flussi d’aria e il disegno di ogni fessura. Tre mesi occorrono a esperti artigiani del metallo per la realizzazione. Collaborano anche sei apprendisti di Mulliner, uno dei quali è autore del supporto porta-attrezzi per il bagagliaio. Nel quale trovano alloggio la ruota di scorta, gli attrezzi e alcuni ricambi frequenti, tutti fissati su più livelli, e pronti all’uso per la massima funzionalità anche durante le corse.

«È stato un lavoro di squadra fantastico», racconta Stefan Sielaff, responsabile del design Bentley e direttore di Mulliner, «abbiamo artigiani estremamente capaci, tutti estremamente orgogliosi del risultato ottenuto». Ogni elemento originale del progetto è stato fedelmente riprodotto: dalle miscele speciali per le vernici ai dettagli più caratteristici, come il vano porta-attrezzi e il battitacco Mulliner, tutto creato partendo da zero. Risultato esibito il 10 luglio 2019 come un nuovo incredibile successo, celebrando il centenario di Bentley con la resurrezione dell’unica Corniche, andata perduta. Per renderne sempiterno il fascino unico. (Riproduzione riservata)
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