L'azionario milanese recupera terreno dopo i forti cali della vigilia, con il Ftse Mib che in chiusura fa segnare un +0,95% a 51.802 punti.
L'attenzione degli investitori è sempre focalizzata sulla situazione in Medio Oriente. Torna poi il tema dei dazi. L'amministrazione Usa ha infatti introdotto nuovi dazi del 10% e del 12,5% sulle importazioni da 60 partner commerciali, tra cui Unione Europea e Cina, accusati di contrastare in modo insufficiente il lavoro forzato.
Sul fronte dei dati macroeconomici, l'indice Pmi composito dell'Eurozona si è attestato a 51,9 punti a luglio, la prima espansione dell'attività economica degli ultimi quattro mesi. Tale incremento è il riflesso sia di una ripresa dell'attività dei servizi, sia di un'accelerazione dell'espansione della produzione del manifatturiero, il cui forte rialzo è di fatto il più elevato dal marzo del 2022. La maggiore economia dell'Eurozona, ovvero la Germania, ha registrato il primo incremento degli ultimi quattro mesi. La produzione francese ha invece continuato a diminuire, anche se solo marginalmente. Il resto dell'Eurozona ha complessivamente segnalato i valori più elevati di espansione degli ultimi otto mesi.
Passando agli Stati Uniti, l'indice flash Pmi del settore servizi elaborato S&P Global è salito a 53,6 punti a luglio, in aumento rispetto ai 51,2 punti registrati nel mese precedente. Si tratta del livello più alto degli ultimi otto mesi. Il dato ha inoltre superato le attese degli analisti, che prevedevano un incremento più contenuto a 51,5 punti.
A piazza Affari bene i bancari: Intesa Sanpaolo +2,5%, Banco Bpm +2,05%, Mediobanca +2,17%, Bper +2,75%, B.Mps +2,14%, Unicredit +1,53%. Prese di profitto su Poste I. (-3,65%) dopo i conti semestrali.