«Il Senato rifletta adeguatamente se e quando approvare questa riforma della Corte dei conti che non rafforza l’efficienza della pubblica amministrazione, ma rischia di indebolire i presìdi di legalità e responsabilità a tutela dei cittadini». Questo il suggerimento lanciato dal presidente dell'Associazione dei magistrati della Corte dei Conti, Donato Centrone, a margine di una conferenza sul disegno di legge calendarizzato in Aula al Senato per il 27 dicembre e già approvato alla Camera. Anche perché i rischi principali che comporta: «Noi li abbiamo evidenziati» ha aggiunto Centrone, chiedendo che vengano accolte le proposte di emendamento dell'associazione e che vengano coinvolte la Corte e l'associazione nella scrittura dei decreti delegati.
Il primo rischio indicato è «quello di un'eccessiva deresponsabilizzazione dei dipendenti pubblici e di chi maneggia o gestisce il denaro pubblico» perché il risarcimento del danno è limitato al 30% di quanto accertato o al massimo di un'annualità di stipendio. Così per l'associazione, «si rischia di minare quella che è la funzione deterrente della responsabilità amministrativa» e «di demotivare e lasciare soli gli amministratori e i dirigenti capaci, di ridurre l’efficienza dell’azione amministrativa e di innescare processi di progressiva deresponsabilizzazione».
Il secondo rischio invece è quello di «ingolfare l'attività delle sezioni con il controllo preventivo anche per atti meno rilevanti e con gli atti degli enti territoriali che sono 8.000 sul territorio», rendendo impossibile «esercitare adeguatamente – e quindi indebolendo ndr – gli altri controlli, in particolare quelli sui bilanci di enti locali, enti sanitari e regioni». (riproduzione riservata)