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Rifiuti nucleari, in Italia ancora nessuno li vuole. Come stoccarli? Dalla Finlandia un esempio interessante
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Rifiuti nucleari, in Italia ancora nessuno li vuole. Come stoccarli? Dalla Finlandia un esempio interessante

di Patrizia Feletig
18 dicembre 2025, 17:08 Ultimo aggiornamento: 17:09

Eurajoki, il comune che ora ospita il deposito geologico di stoccaggio dei rifiuti radioattivi era contrario all'idea, ma ha cambiato posizione. Ecco perché

Si fa un gran discutere in Italia del ritorno del nucleare, ma c’è un elefante nella stanza che tutti, accuratamente, evitano di menzionare: la localizzazione del Deposito Nazionale. È in stallo infatti presso il Ministero dell’ambiente la mappa con i 51 siti idonei a ospitare lo stoccaggio per i rifiuti di bassa e media radioattività, da quelli sanitari a quelli industriali, di smantellamento delle centrali nucleari.

I territori interessati sono in fibrillazione e i politici locali sulla graticola; eppure, il fenomeno Nimby (va bene tutto, ma non nel mio giardino) non è ineluttabile. C’è però un esempio che viene da molto lontano da un piccolo comune della Finlandia, Eurajoki, che potrebbe diventare una bussola per diversi amministratori italiani. “Inizialmente Eurajoki, il comune che ora ospita il deposito geologico di stoccaggio dei rifiuti radioattivi era contrario all'idea, ma ha cambiato posizione man mano che il processo andava avanti” dice Atte Hartjanne, esponente del partito Green League e membro del parlamento finlandese.

Sulla costa occidentale del paese si trova il primo deposito geologico di profondità al mondo per rifiuti ad alta radioattività. Le barre di uranio sono affogate nel cemento e sigillate in barili di acciaio riposti in gallerie scavate nella roccia a circa mezzo chilometro di profondità seguendo la forma di una rampa elicoidale. Il “sarcofago” è progettato per accogliere tutto il combustibile esaurito impiegato da cinque reattori operativi nelle centrali Okiluoto e Loviisa fino al 2100 e, per stare al passo con l’avanzamento della tecnologia nucleare, è prevista la possibilità di recuperare il materiale fissile per riprocessarlo e riutilizzarlo come nuovo combustibile per i nuovi modelli di reattori veloci. Non solo la Finlandia vanta il primo stoccaggio geologico di rifiuti nucleari, ma anche l’esclusività di un partito verde che appoggia l’energia nucleare fonte pulita per 40% del fabbisogno elettrico nazionale. Hartianne ne ha parlato con MF-Milano Finanza.

Domanda La maggior parte dei verdi in Europa si oppone all'energia nucleare. Siete fuori dal coro?

Risposta. I Verdi finlandesi sono ufficialmente neutrali o favorevoli al nucleare dall'ultimo programma politico adottato nel 2022, secondo cui l'energia nucleare fa parte di un mix energetico sostenibile. Già prima, il nostro programma principale adottato nel 2020 non faceva alcun riferimento all'energia nucleare. Queste posizioni sono state adottate con una maggioranza schiacciante nelle assemblee generali del partito. La posizione aggiornata è il risultato di un lungo dibattito all'interno del partito. Quando ho iniziato a sostenere l'energia nucleare nei Verdi più di 10 anni fa, mi sentivo un po' come un anticonformista. Ma oggi in Finlandia c'è un sostegno così forte all'energia nucleare, anche tra gli elettori verdi, che mi rincuora, anche perché ho sempre saputo che la mia posizione è sostenuta da solide prove scientifiche.

D. Non solo non si oppone ma è convinto che una maggiore produzione di energia nucleare sia necessaria. Perché?

R. La completa decarbonizzazione dell'economia richiede una quantità molto maggiore di elettricità e calore puliti. Dobbiamo fornire l'elettricità necessaria per il numero crescente di veicoli elettrici; dobbiamo produrre idrogeno pulito per i cosiddetti settori difficili da abbattere, come la produzione di acciaio, e dobbiamo fornire alle città un teleriscaldamento pulito. Attualmente dipendiamo anche da quantità insostenibili di biomassa per l'uso energetico, e gran parte di essa deve essere sostituita con una produzione di energia sostenibile. Non si tratta solo di una questione climatica e ambientale, ma anche di sicurezza dell'approvvigionamento. Dobbiamo ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.

L'energia eolica e solare avrà un ruolo importante in questa sfida. Tuttavia, soddisfare tutto questo crescente fabbisogno di energia pulita solo con le energie rinnovabili non è realistico, soprattutto se si considera l'uso del suolo che ciò richiederebbe e le sfide causate dalla variabilità della loro produzione.

D. Quando nel 2000 fu proposto il progetto del deposito, i Verdi, votarono a favore, nonostante non sostenessero il nucleare. Perché?

R. All'epoca non c'ero, frequentavo il liceo. Ma sì, il partito era contrario al nucleare. Tuttavia, per quanto riguarda la gestione del combustibile esaurito, la posizione era pragmatica: i rifiuti erano già stati prodotti e continuavano ad essere prodotti dagli impianti esistenti, quindi era responsabile trovare una soluzione. I Verdi votarono a favore del deposito in Parlamento”.

D. C’è stata una contesa tra Eurajoki e un altro comune finalista nella gara per ospitare il deposito. La popolazione è stata subito favorevole?

R. Inizialmente il comune di Eurajoki, era contrario all'idea, ma ha cambiato posizione man mano che il processo andava avanti. Penso che i fattori chiave siano stati i benefici economici, in quanto il comune ottiene entrate fiscali e posti di lavoro grazie all’impianto, e il potere e il coinvolgimento nel processo decisionale. Infatti, quel piccolo comune aveva il diritto di veto sulla decisione relativa all'ubicazione. Probabilmente ha aiutato anche il fatto che il deposito di scorie si trovi vicino a una centrale nucleare, poiché la popolazione ha familiarità con l'energia nucleare in generale. Oggi l'energia nucleare è molto popolare nella zona, credo che abbiano uno dei tassi di approvazione più alti di tutto il paese”.

D. Ma che cosa ha convinto i cittadini?

R.  Si tratta di una sfida più politica che tecnica. Uno dei punti più controversi del nucleare è il costo del deposito geologico per i rifiuti radioattivi ad alta attività e lunga vita. Il deposito di Eurojoki è costato solo un miliardo e il denaro viene da un fondo alimentato dalle utility e ha già tutto il denaro necessario per gestire il deposito nei prossimi 100 anni. Nessun indennizzo per il comune, ma compensazione sotto forma di occupazione, infrastrutture e maggiori entrate tributarie nelle casse comunali per effetto delle imposte locali sulle società Posiva che gestisce il deposito. (riproduzione riservata)



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