L'azionario europeo chiude in rialzo dopo che gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un accordo che prevede la cessazione immediata delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano. La firma si terrà venerdì 19 giugno in Svizzera. A Milano il Ftse Mib ha segnato un +0,66% a 51.835 punti.
Sul fronte dei dati macroeconomici, la produzione industriale dell'area euro è aumentata dello 0,1% su base mensile ad aprile, dopo un incremento rivisto dello 0,4% a marzo, secondo i dati Eurostat, e al di sotto delle previsioni del consenso, che vedeva un +0,3% m/m ad aprile.
Passando agli Usa, l'indice Empire State dell'attività manifatturiera della Federal Reserve di New York è sceso a 5,7 punti a giugno dai 19,6 di maggio. Il dato è inferiore alle previsioni degli economisti, che si aspettavano una contrazione meno grave a 13,5 punti. L'indice Empire State è il primo dato relativo al settore manifatturiero per il mese di giugno e suggerisce un ritmo di espansione più lento.
In calo il prezzo del petrolio, con il Brent in flessione del 4,9% e il Wti del 5,1%. Di riflesso, Eni è scivolata del 4,69%.
Si è messa in mostra invece Ferrari (+4,07% a 319,35 euro), sostenuta dalla promozione a overweight da parte degli analisti di Morgan Stanley. Gli esperti hanno aumentato da 330 a 380 euro il prezzo obiettivo sull'azione. Promozione anche per B.Generali (+4,76% a 63,8 euro), su cui gli esperti di Jefferies hanno portato il giudizio a buy con target price fissato a 70 euro.
Brillanti poi Stellantis (+3,28%), Webuild (+4,25%), Maire (+3,78%), Buzzi (+3,46%). In rally Technoprobe (+7,35% a 35,66 euro), su cui gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno alzato il target price da 30 a 40 euro, con rating buy.
Infine, Somec ha chiuso in rialzo del 4,21% dopo che il gruppo ha siglato, nell'ambito del rapporto di lungo corso con un primario cantiere finlandese, tre contratti per la fornitura dei sistemi vetrati per tre navi da crociera.