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Reuters, il governo italiano rivede le stime sul pil
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Reuters, il governo italiano rivede le stime sul pil

di Marco Vignali
29 marzo 2021, 15:35

Secondo fonti raccolte in esclusiva dall'agenzia di stampa, il Tesoro avrebbe rettificato le stime sul rimbalzo del pil: +4,1% quest'anno e +4,3% nel 2022, rispetto al precedente +6% per il 2021 e +3,8% per il 2022. Nel frattempo, nel quarto trimestre 2020 il pil dell'area euro cala meno delle attese (-0,7%)

Secondo delle dichiarazioni esclusive rilasciate da tre fonti a Reuters, il governo italiano avrebbe rivisto le stime sulla crescita del prodotto interno lordo al 4,1% quest'anno e al 4,3% nel 2022, dopo la contrazione dell'8,9% nel 2020, dovuta alle conseguenze della pandemia di Covid-19. A settembre, prima che l'Italia fosse colpita dalla seconda ondata di Coronavirus, il Tesoro aveva stimato che il pil sarebbe rimbalzato del 6% nel 2021 e del 3,8% nel 2022.

Le restrizioni alle attività economiche imposte per limitare i contagi stanno tuttora minando le prospettive di ripresa in un Paese che ha riportato circa 108mila morti dalla scoperta dei primi focolai, nel febbraio dello scorso anno. Stando a quanto riportato in anteprima dall'agenzia di stampa britannica, "il Documento di Economia e Finanza del Tesoro, che sarà inviato come da prassi alla Commissione europea entro aprile, includerà le previsioni ufficiali di crescita e gli obiettivi di finanza pubblica. Le nuove stime, ancora soggette a marginali revisioni mentre proseguono le discussioni in seno al governo, si basano su uno scenario macroeconomico tendenziale".

Come riportato da Reuters, "la proiezione del 2021 non include pertanto l'impatto positivo del nuovo scostamento che il governo intende annunciare il mese prossimo, hanno detto le fonti. Questo implica che gli obiettivi di crescita finali saranno più ambiziosi, hanno aggiunto". Il presidente del consiglio, Mario Draghi, mira anche a rafforzare i piani per utilizzare la dotazione da oltre 200 miliardi di euro del Next generation Eu, divisa tra elargizioni a fondo perduto e prestiti a basso tasso d'interesse.

"L'ultima volta che l'Italia ha registrato una crescita superiore al 4% è stato alla fine degli anni '80. L'indebolimento delle prospettive di crescita economica e l'extra deficit probabilmente porteranno il disavanzo vicino al 10% della pil per quest'anno dal 9,5% del 2020, aveva detto il 19 marzo una fonte del Tesoro a Reuters. La stima più recente del rapporto deficit/pil per quest'anno era dell'8,8%, con l'aumento del deficit che avrà ripercussioni anche sul debito pubblico, pari al 155,6% alla fine del 2020", concludono da Reuters.

Secondo l'Eurozone Economic Outlook, elaborato congiuntamente dall'Istituto di studi e previsione economica tedesco Ifo, dall'Istat e dall'Istituto svizzero Kof, nel quarto trimestre del 2020 l'attività economica nell'area dell'euro è diminuita meno del previsto, ma il recupero dei ritmi produttivi è previsto a partire dal secondo trimestre 2021. Complessivamente, il pil è previsto ridursi nel primo trimestre (-0,4%) per poi recuperare sia nel secondo (+1,5%) sia nel terzo trimestre (+2,2%), anche se l'incertezza rimane.

Nel quarto trimestre 2020, il pil dell'area dell'euro è diminuito meno del previsto (-0,7%), mentre la caduta dell'attività economica nel 2020 si è attestata al 6,6%. Quanto all'inflazione, a gennaio, la variazione annua dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è stata di +0,9% rimanendo sullo stesso livello di febbraio. L'aumento dei prezzi dell'energia, il venir meno della misura di riduzione delle aliquote Iva applicata in Germania nel secondo semestre 2020 e l'aggiornamento della struttura dei pesi di alcune delle componenti dell'inflazione, hanno rappresentato i principali elementi a supporto di questa evoluzione. Nel primo trimestre, il tasso di inflazione tendenziale dovrebbe attestarsi al +1,1%. In base alle ipotesi tecniche che nell'orizzonte di previsione il prezzo del Brent rimanga al livello di 62 dollari al barile e che il tasso di cambio dollaro/euro sia stabile a 1,21 la pressione sui prezzi dovrebbe aumentare leggermente a partire dal secondo trimestre legandosi alla ripresa della domanda e alla robusta crescita.

Il quadro previsivo "è soggetto a un'elevata incertezza determinata dalla ripresa dei contagi in molti Paesi europei". Da un lato le campagne vaccinali sembrano procedere più lentamente del previsto accompagnate da una costante difficoltà nel reperimento delle dosi, dall'altro, l'inizio dell'utilizzo dei fondi del piano Next Generation Eu, dovrebbe sostenere la ripresa nell'area euro a partire dal terzo trimestre del 2021. Inoltre, i segnali di ripresa dell'economia statunitense e cinese costituiscono uno stimolo per la crescita globale. I rischi al ribasso, viceversa, sono legati alla terza ondata di contagi e al possibile prolungamento delle misure di contenimento che ritarderebbero la ripresa economica. L'inizio delle campagne di vaccinazione nei paesi dell'area costituisce "un segnale positivo per le aspettative".

Tuttavia, dall'inizio di marzo in poi la situazione pandemica ha iniziato a peggiorare quasi ovunque con una ripresa delle misure di contenimento in alcuni Paesi. Ad ogni modo, questi effetti negativi sono attesi avere solo un impatto transitorio sull'economia. La produzione industriale è prevista segnare un aumento congiunturale dell'1,6% nel primo trimestre 2021 per poi decelerare tra aprile e giugno (+1,2%) quando il tasso di crescita su base annua risulterà superiore al 24%, rispetto agli stessi mesi del 2020 contraddistinti dalla presenza del periodo di lockdown, che aveva caratterizzato quasi tutti i Paesi dell'area. Nel terzo trimestre del 2021, la dinamica congiunturale registrerebbe un ulteriore miglioramento (+1,3%). All'inizio dell'anno anche l'inflazione è aumentata, risentendo dell'incremento dei prezzi dell'energia e del venir meno della misura di riduzione delle aliquote Iva applicata in Germania nel secondo semestre 2020, e i prezzi al consumo sono previsti in crescita anche nel corso del 2021. (riproduzione riservata)



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