Cinquant’anni di storia del giornalismo italiano raccontati attraverso prime pagine, interviste, inchieste e battaglie civili. Dal primo numero stampato a Roma il 14 gennaio 1976, la Repubblica ha segnato un profondo cambiamento nel modo di raccontare l’attualità, diventando uno dei principali attori del sistema mediatico nazionale.
Questo percorso è al centro della mostra ‘la Repubblica. Una storia di futuro’, aperta al pubblico dal 15 gennaio al 15 marzo al Mattatoio di Roma, nel quartiere Testaccio, definito ‘luogo iconico’ dalla comunicazione del Gruppo Gedi. All’evento inaugurale, mercoledì 14 gennaio, ha partecipato, in forma privata, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ad accoglierlo una rappresentanza del gruppo editoriale e delle istituzioni, tra cui il direttore del quotidiano Mario Orfeo, l’ex direttore Ezio Mauro e l’amministratore delegato di Exor John Elkann. Proprio la presenza di Elkann è stata accompagnata da una protesta del comitato di redazione di la Repubblica: davanti all’ex Mattatoio sono comparsi striscioni con slogan critici e si sono levati fischietti e cori contro l’azionista di controllo, in relazione alle trattative in corso con il gruppo greco Antenna per la possibile cessione di asset editoriali del gruppo Gedi.
«La presenza di John Elkann oggi alla festa di Repubblica - sottolinea il comitato di redazione del quotidiano in una nota - è un vergognoso schiaffo in faccia a Repubblica e alle sue lavoratrici e lavoratori. Siamo stati lasciati fuori dalla inaugurazione della mostra al mattatoio per i 50 anni dalla fondazione di Repubblica. Quindi chi vuole disfarsene è dentro a festeggiare, chi Repubblica la fa ogni giorno è fuori alla stregua di fastidiosi disturbatori. Probabilmente per non infastidire un editore che non si è mai degnato di incontrare le rappresentanze sindacali nel pieno della vertenza per la cessione di Gedi. Ribadiamo ciò che abbiamo scritto nei nostri striscioni: la Repubblica siamo noi, Elkann non è la tua festa».
D’altronde lo stesso sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha ribadito in Commissione Cultura alla Camera, il 14 gennaio, che il governo segue con attenzione la possibile cessione del gruppo Gedi, indicando come priorità imprescindibili la tutela dell’occupazione e l’indipendenza editoriale, a garanzia del pluralismo e della libertà di informazione. Al momento non ci sono però le condizioni per l’esercizio del golden power, in assenza di una notifica formale e di dettagli sul perimetro dell’operazione.
Secondo Barachini, Antenna Group sarebbe interessata all’acquisizione dell’intero gruppo, Stampa compresa, pur distinguendo tra asset strategici e altri potenzialmente cedibili. L’imprenditore greco Theodore Kyriakou avrebbe assicurato un piano di sviluppo di medio periodo e l’assenza di intenti occupazionali punitivi. Sul fronte del lavoro, il governo può contare sulle tutele previste dal contratto giornalistico e su eventuali clausole di salvaguardia in caso di riorganizzazioni.
Barachini ha inoltre sottolineato come, negli ultimi anni, non siano emerse offerte solide da editori italiani per asset storici come la Repubblica, mentre l’operazione Gedi si inserisce in una fase di forte crisi dell’editoria. Il governo ha rafforzato i sostegni al settore, stanziando 60 milioni in più e intervenendo su norme a tutela del pluralismo, ma resta alta la pressione degli over the top e dell’intelligenza artificiale, che stanno erodendo in modo significativo i ricavi digitali dei giornali.
Nella mostra, costruita per blocchi temporali, la storia di Repubblica scorre di fronte al visitatore attraverso un percorso multimediale in cui rivivono i primi cinquant’anni della testata fondata da Eugenio Scalfari che ne fu storico direttore, con fotografie, vignette d'autore, video interviste e prime pagine, con un’attenzione particolare anche alle trasformazioni del linguaggio giornalistico e della comunicazione: dalla carta al digitale, dall'edicola ai social.
La mostra è organizzata da Repubblica con la collaborazione di Electa e Studio Azzurro, promossa da Roma Capitale e dall’Assessorato alla Cultura, dall'Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio di Roma - Città delle Arti. All'interno è prevista un’area incontri dove, ogni sabato pomeriggio, sarà possibile ascoltare il racconto dei giornalisti e degli autori che ogni giorno danno vita al giornale. Il giornale organizza anche una festa aperta al pubblico (sempre gratuitamente previa registrazione online): l’appuntamento è per domenica 18 gennaio, a partire dalle 17, nella sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica a Roma.