Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha toccato i massimi degli ultimi 29 anni. I mercati scontano un imminente rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan, dopo la pubblicazione del resoconto della riunione di aprile.
I responsabili di politica monetaria della BoJ continuano a ritenere necessario un aumento dei tassi di interesse, pur mantenendo un approccio prudente rispetto agli effetti che il conflitto in Medio Oriente potrebbe avere sull’economia giapponese. È quanto emerge dal Summary of Opinions pubblicato dall’Istituto centrale. La banca mostra una crescente preoccupazione per un possibile aumento dell’inflazione di fondo, legato alle interruzioni delle forniture energetiche e al conseguente rialzo dei prezzi di petrolio e gas. Allo stesso tempo, le ricadute del conflitto rischiano di indebolire la ripresa economica del Giappone, motivo per cui gli analisti si attendono un atteggiamento cauto nella definizione dei tempi del prossimo rialzo dei tassi.
«La situazione in Iran resta incerta e le condizioni attuali non indicano la necessità urgente di aumentare rapidamente il tasso di riferimento», si legge nel riassunto della riunione. Tuttavia, «dato che l’impatto sull’economia giapponese diventerà in una certa misura evidente, è possibile che la banca aumenti il tasso di riferimento a partire dalla prossima riunione di politica monetaria, anche se l’evoluzione della situazione in Medio Oriente dovesse restare incerta», prosegue il documento.
Un membro del board ha inoltre ipotizzato la possibilità di rialzi dei tassi ogni pochi mesi, con l’eventualità di accelerare il ritmo della stretta monetaria nel caso in cui i rischi inflazionistici dovessero aumentare. «Un ulteriore aumento dei costi di distribuzione interna dovuto al rialzo dei prezzi dei carburanti è inevitabile, e questo potrebbe anticipare il momento in cui l’inflazione di fondo dell'indice dei prezzi al consumo raggiungerà il 2%», ha affermato.
È stata inoltre espressa la preoccupazione che l’aumento dei prezzi del petrolio possa spingere al rialzo non solo i costi energetici, ma anche quelli di un’ampia gamma di beni. «Poiché il principale rischio di una deviazione al ribasso dell’attività economica è rappresentato dall’aumento dei prezzi, la banca dovrebbe dare priorità al proprio ruolo di garante della stabilità dei prezzi e contenere così una contrazione dell’attività economica», ha dichiarato un altro membro.
In reazione alla notizia, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito al 2,55%, raggiungendo il livello più alto dal 1997. (riproduzione riservata)