Renault aumenta le vendite e conferma gli obiettivi per l’intero anno ma annuncia anche un taglio dei costi. Il gruppo francese guidato dall’italiano Luca de Meo apre il 2025 con una performance commerciale solida, nonostante un contesto macroeconomico instabile e un mercato europeo in fase di transizione.
I ricavi del primo trimestre si attestano a 11,675 miliardi di euro, in leggero calo dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma in crescita dello 0,6% a cambi costanti. Le vendite globali segnano invece un +2,9%, raggiungendo 564.980 unità, grazie al successo dei nuovi modelli e a una strategia di mix prodotto che sembra aver premiato l’offerta del gruppo.
Nel mercato europeo Renault ha venduto 402.413 veicoli (inclusi veicoli commerciali leggeri), con un incremento del 2,8%, in controtendenza rispetto alla flessione del mercato continentale (-2%). A trainare le vendite è stata la gamma Renault, in particolare il successo continuo della Dacia Sandero, ancora una volta il modello più venduto in Europa, e l’avvio delle ordinazioni per il Dacia Bigster.
A livello internazionale le performance sono state particolarmente robuste in America Latina (+21,1%), Marocco (+45,5%) e Corea del Sud, dove il piano commerciale «International Game Plan» ha iniziato a produrre risultati tangibili. Il gruppo ha puntato sulla qualità del portafoglio ordini, mantenendo una quota di vendite al dettaglio del 58,5%, ben oltre la media di mercato, e una presenza crescente nei segmenti più alti (C e superiori), che rappresentano il 40,6% delle vendite.
Renault ha accelerato sull’elettrificazione: in Europa il mix di vendite di veicoli elettrificati ha raggiunto il 44,2%, con una crescita di oltre 15 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2024. Di queste, il 31% sono ibride, mentre i veicoli completamente elettrici rappresentano il 13,2% del totale. La sola marca Renault ha segnato un mix elettrificato del 61,2%, con vendite ibride in crescita del 46,1% e veicoli elettrici in aumento dell’87,9%.
Tra i modelli protagonisti di questa performance spiccano la nuova Renault 5 E-Tech, la Spring e la Scenic E-Tech, tutti allineati con gli obiettivi del gruppo di offrire un’ampia gamma a basse emissioni.
Il gruppo ha confermato le stime per l’esercizio 2025, con un margine operativo atteso pari o superiore al 7%, che include circa un punto percentuale di impatto negativo legato alla normativa Cafe sulle emissioni, e un free cash flow atteso oltre i 2 miliardi di euro. A questo si aggiunge un piano aggiuntivo di riduzione dei costi, che potrebbe comportare il rinvio di alcuni progetti.
La società spiega di «non» essere stata «direttamente colpito» dai dazi Usa sui veicoli importati, ma preferisce essere «cauta» sull’effetto che potrebbero avere sulla domanda e sta pianificando un «piano aggiuntivo di riduzione dei costi». Un piano che potrebbe anche prevedere «il rinvio di alcuni progetti, ad esempio il lancio negli Stati Uniti di un modello Alpine», secondo Duncan Minto, direttore finanziario del gruppo.
Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo Renault ha aperto in positivo giovedì 24 a Parigi, segnando un rialzo di circa mezzo punto percentuale e attestandosi attorno a quota 45 euro. Una reazione che testimonia la fiducia degli investitori nella solidità della strategia del gruppo, capace di mantenere la rotta in un mercato caratterizzato da grandi cambiamenti e crescenti incertezze.
Nel corso dell’anno Renault prevede il lancio di sette nuovi modelli e due restyling, tra cui il molto atteso Renault 4 E-Tech Electric, il Dacia Bigster e l’Alpine A390, accanto a Suv internazionali e versioni aggiornate di Renault Austral ed Espace. Inoltre, la gamma si arricchirà con il Grand Koleos e il Kardian, destinati a nuovi mercati. (riproduzione riservata)