Il nuovo amministratore delegato di Renault, François Provost, nel piano industriale che presenterà martedì 10 marzo punterà su un deciso piano di riduzione dei costi per rilanciare il gruppo automobilistico francese dopo il calo del titolo in borsa e il peggioramento delle vendite nei primi due mesi del 2026. Lo anticipa Bloomberg, spiegando che Provost, ex responsabile acquisti del gruppo, è noto per il controllo rigoroso delle spese e che il suo obiettivo è quello di rendere Renault più efficiente per competere con i rivali cinesi a basso costo.
Il titolo della casa automobilistica francese ha perso circa il 20% dall’inizio dell’anno, complice anche il deterioramento delle vendite dopo la forte crescita registrata nel 2025.
Il nuovo ceo, entrato in carica a luglio al posto di Luca de Meo, ha iniziato il mandato rivedendo alcune scelte strategiche del predecessore. Tra queste, lo smantellamento dell’entità dedicata al software e ai veicoli elettrici Ampere, lo stop agli investimenti nella ricarica ultrarapida e l’uscita dal programma di endurance racing del marchio sportivo Alpine.
Secondo diversi analisti il problema di Renault non riguarda però solo l’efficienza. Dopo essere stato il gruppo con la crescita più rapida tra i grandi costruttori in Europa nel 2025, il costruttore ha registrato un forte rallentamento delle vendite nei primi mesi del 2026. E nel frattempo i produttori cinesi, guidati da Byd, stanno accelerando l’espansione nel mercato europeo con modelli elettrici più economici.
Proprio la velocità di sviluppo dei concorrenti asiatici rappresenta una delle principali preoccupazioni del management. In un recente incontro interno con i dipendenti, Provost ha sottolineato che quando Renault investe circa 1,5 miliardi di euro nei veicoli definiti dal software, i costruttori cinesi riescono a ottenere risultati simili con costi pari a circa un quinto e tempi di sviluppo molto più rapidi.
Tra le leve allo studio c’è anche un maggiore utilizzo delle tecnologie del partner cinese Geely per ridurre i costi di sviluppo. Tuttavia il gruppo ha deciso di non adottare direttamente un’architettura del costruttore asiatico per i modelli futuri, anche per evitare tensioni politiche: il governo francese, che detiene circa il 15% del capitale di Renault, è infatti attento a preservare la sovranità tecnologica del settore.
Nel frattempo il management sta riesaminando anche i costi della nuova utilitaria elettrica Renault 5, valutando la possibilità di sostituire alcuni componenti con alternative più economiche provenienti dalla Cina. Analoghe revisioni strategiche riguardano alcuni investimenti del marchio Dacia e diversi progetti del brand sportivo Alpine.
Il presidente del gruppo, Jean-Dominique Senard, ha comunque espresso pieno sostegno al nuovo ad, dichiarando che Provost «sta facendo esattamente ciò che deve fare» per rafforzare la competitività del costruttore francese in una fase di forte trasformazione dell’industria automobilistica. (riproduzione riservata)