Rembrandt e i capolavori incisi
Il 5 dicembre scorso da Christie’s, a Londra, è stata esitata la seconda parte della collezione di incisioni di Rembrandt provenienti dalla collezione di Sam Josefowitz. A brillare è stato un suo capolavoro Cristo crocifisso fra i due ladroni: le tre croci, del 1653, aggiudicato per 1,5 milioni di euro, da una stima di 965 mila-1,45 milioni

I primati dell’arte non sono appannaggio esclusivo della pittura. A offrire inaspettate soddisfazioni per il collezionista attento e curioso è il mondo della stampa d’arte, che ha visto alcuni maestri antichi specializzarsi con esiti di notevole qualità. Trattandosi di multipli, il vantaggio è che risultano spesso più abbordabili rispetto alle opere uniche. Eccellente nell’arte dell’incisione fu Rembrandt van Rijn, che si cimentò in svariate tecniche, dall’acquaforte alla puntasecca e al bulino con amore per la sperimentazione, raggiungendo suggestivi effetti pittorici. La sua produzione, già apprezzata nell’Olanda del Seicento dalla ricca borghesia commerciale, è stata al centro di un collezionismo raffinato che nel ‘900 ha contato fra gli estimatori Sam Josefowitz, imprenditore ed eclettico collezionista. La sua raccolta di stampe di Rembrandt è stata esitata da Christie’s con due tornate d’asta, l’ultima il 5 dicembre a Londra, totalizzando 6,7 milioni di euro. Tutti venduti i lotti in catalogo fra cui spicca Cristo crocifisso fra i due ladroni: le tre croci del 1653, un ottimo esemplare del quarto stato di questa drammatica scena, che rappresenta un capolavoro, aggiudicato per 1,5 milioni di euro da una stima di 965 mila-1,45 milioni. In precedenza la stampa era appartenuta a un altro appassionato di Rembrandt, Felix Somary, che fu anche proprietario di un’ulteriore opera ora andata all’incanto, Donna con freccia del 1661, nudo colto con grande naturalismo, venduta a quasi 365 mila euro da una stima di 217-302 mila.
Ottima performance anche per Cristo e la Samaritana, una delle ultime incisioni realizzata da Rembrandt, caratterizzata in questa versione da un chiaroscuro accentuato e da un coinvolgente taglio compositivo, passata da una stima di 36-60 mila a un’aggiudicazione per 190 mila euro. Di Rembrandt sono celebri anche gli autoritratti, non tutti inarrivabili e a titolo di esempio si può citare l’Autoritratto alla finestra del 1648, un’acquaforte atmosferica che nell’asta online di Sotheby’s conclusa il 6 dicembre ha cambiato proprietario per 16 mila euro (da 10-14,5). Nello stesso incanto era possibile accostarsi all’arte incisoria di altri illustri autori di alta epoca, come Schongauer, Lucas van Leyden, Bosch, Dürer, Goltzius con un esborso che oscillava in molti casi da qualche migliaio a poche decine di migliaia di euro. Di Dürer, accanto a San Girolamo nel suo studio, un esemplare di qualità museale che ha superato i 200 mila euro, erano presenti anche incisioni a cifre più contenute e una rara Sacra famiglia con Gioacchino e Anna sotto un albero, è passata di mano per 8.700 euro.
Il valore delle stampe, e quindi la variabilità del prezzo, sono condizionati oltre che da qualità, rarità e provenienza anche da altri fattori come il soggetto rappresentato e lo stato, ovvero una delle varie forme che può assumere l’immagine incisa e che può cambiare a causa di modifiche accidentali o volute, prodotte sulla matrice da incidere. Abili nell’acquaforte, così come lo erano nel disegno, anche i Tiepolo, Giambattista e i figli. Le opere incise del capostipite della famiglia spuntano cifre contenute e un’Adorazione dei Magi del 1740 da Christie’s New York, nell’ottobre scorso, ha moltiplicato le stime di 6.500-9 mila euro per essere venduta a quasi 26 mila, secondo miglior risultato di sempre per una sua stampa. (riproduzione riservata)
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