I piani di sviluppo di Redelfi nel mercato del Bess (battery energy system storage) procedono a buon ritmo in Italia e soprattutto negli Stati Uniti, dove il gruppo opera da un lato in partnership con la italiana Altea (quotata all’Egm, così come Redelfi) e dall’altro in tandem con Elio energy (hanno creato la jv Redelio). Ma in attesa che le diverse pipeline di progetti di stoccaggio percorrano, con i loro tempi differenti, i cinque stadi operativi (individuazione del terreno, opzioni per la connessione alla rete, studi di progetto, ottenimento delle autorizzazioni ed eventuale procedimento Tar), un altro progetto sta prendendo forma all’interno del gruppo genovese presieduto da Davide Sommariva e riguarda la parte non energy. Si tratta di un ramo di attività nata come ancillare rispetto al business principale ma che è ormai pronto per imboccare, dopo due anni di lavoro da parte del team Redelfi, una strada autonoma. Strada che potrebbe anche passare dalla borsa.
Fin dal 2021 il gruppo opera anche nel settore MarTech – marketing abilitato da intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata e big data – attraverso la società Enginius, acquisita allora e oggi al centro dell’innovazione tecnologica del gruppo. Il prodotto che sta sviluppando è Jarions, software utile per aggregare e organizzare i contenuti provenienti da vari canali social e da diversi formati, rendendoli più facilmente fruibili attraverso un’unica piattaforma e con funzionalità avanzate di ricerca e organizzazione. «Inoltre il mercato dell’energia ricorre a un elevato livello di AI», spiega Sommariva. «Se le batterie servono per stabilizzare la rete, grazie a queste competenze informatiche possiamo fornire un servizio after market attraverso l’analisi dei flussi per sapere quando far intervenire la batteria. Oppure valutare il suo potenziale rispetto al suo invecchiamento».
Dal momento che Jarions è ormai in grado, secondo il presidente di Redelfi, di incontrare l’interesse di molte realtà industriali, all’interno del gruppo si sta valutando quindi quali passi compiere per sostenerne lo sviluppo, non esclusa la strada della quotazione per raccogliere i capitali necessari per la crescita futura. Quei capitali di cui invece Redelfi, per il suo business tipico, non dovrebbe avere bisogno, confidando di poterli ricavare dalla cessione di alcuni progetti giunti in fase avanzata, a cominciare da quelli americani, dove un’eventuale affermazione di Trump alle presidenziali non desta preoccupazioni sul proseguimento della transizione green «in quanto molte nostre iniziative», osserva Sommariva, «sono ben avviate in Stati già oggi a guida repubblicana e assolutamente ben visti da quelle amministrazioni». (riproduzione riservata)