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Recovery, Gentiloni: la strada è giusta. Stiamo avviando la valutazione dei Pnrr
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Recovery, Gentiloni: la strada è giusta. Stiamo avviando la valutazione dei Pnrr

di Marco Vignali
10 maggio 2021, 15:10

Le proposte dovranno essere adottate nella seconda metà di giugno. Il processo è ben avviato e i continui confronti con la Commissione Ue aiutano gli Stati a "correggere la rotta". Dombrovskis si è detto soddisfatto delle proposte ricevute: i piani devono essere ambiziosi, serve equilibrio tra investimenti e riforme

Decisi passi avanti nella valutazione dei piani nazionali e un termine, la seconda metà di giugno, entro il quale adottare la proposta per la decisione attuativa. È questo quanto emerso dall’intervento del commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, in occasione del “Dialogo sulla Ripresa e la Resilienza” di fronte alle commissioni Bilancio ed Economia del Parlamento Ue. "Stiamo avviando la valutazione dei piani nazionali che abbiamo ricevuto fino a ora e dovremmo adottare la proposta per la decisione attuativa nella seconda metà di giugno”, ha esordito Gentiloni, sottolineando che “la ratifica della decisione sulle risorse proprie è essenziale ed è una conditio sine qua non per permettere alla Commissione di impegnare il denaro tramite la firma dell'accordo finanziario con gli Stati membri. Il processo è sui binari giusti, avremo molto lavoro da fare nel prossimo futuro".

Il commissario Ue ha anche spiegato che "se un piano non raggiunge gli obiettivi sul clima, sulla base della nostra valutazione, la Commissione non potrà sostenere tale piano quindi il dialogo con gli Stati membri. I feedback della Commissione sono punti importanti in questo processo, tanto che in alcuni casi abbiamo già aggiustato gli investimenti proposti e si è un po' corretta la rotta. Oltre alle misure che favoriscono la transizione verde, gli Stati devono anche fare in modo che nessuna delle loro misure facciano danni agli obiettivi previsti nel regolamento sulla tassonomia", ha sottolineato Gentiloni, che ha ribadito la necessità di concentrarsi anche su investimenti nella formazione digitale, sul 5G e per le infrastrutture per le scuole, come già molti Stati hanno fatto. "Una valutazione preliminare ha anche evidenziato che i Piani nazionali presentati affrontano la parità di genere in un buon modo. Ora abbiamo due mesi per la valutazione dei piani nazionali e ci aspettiamo di avere le prime proposte per la decisione del Consiglio a giugno, lavorando insieme", ha ribadito.

Nel corso dell'intervento, Gentiloni ha anche aperto alla possibilità di far diventare il Recovery uno strumento permanente, a patto che funzioni. "Bisogna prima pensare a farlo funzionare in tutti i suoi aspetti chiave, incluso il meccanismo di restituzione dei debito contratti in comune", ha sottolineato il commissario europeo all'Economia, trovando inoltre l'appoggio del vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. "Se questo strumento funzionerà e se avremo accordo sulle risorse proprie, per ripagare questo debito comune, allora potremo avere discussioni serie (sul rendere permanente il Recovery fund, ndr). Ma ora", ha avvertito Gentiloni, "quello che è cruciale e è che funzioni e che possa essere ripagato".

Al momento "stiamo iniziando le valutazioni dei 14 piani ricevuti", e questo, oltre alla DG Ecfin coinvolge tutti i servizi della Commissione dove ci sono le competenze su clima e altri aspetti toccati dai piani di Recovery. "Il processo è sulla strada giusta, con tanto lavoro davanti", ha aggiunto Gentiloni, "e la necessità una forte cooperazione". Sui fondi di Next Generation Eu sono "7-8 gli Stati che ad oggi pensano di richiedere prestiti, ma le richieste possono arrivare fino ad agosto 2023", quindi non si può escludere che il numero finale risulti più elevato, ha riferito Gentiloni riguardo ai Paesi che oltre alle sovvenzioni del Recovery fund ritengono anche sui utilizzare i prestiti. Infine, Gentiloni ha ribadito che "nelle discussioni con i Paesi sui piani nazionali di ripresa e resilienza l'aspetto "più difficile da trattare è quello sulle riforme, ma anche gli obiettivi sui tagli alle emissioni e clima sono impegnativi", ha concluso, rimarcando la necessità cruciale di "attuare quanto scritto nei tempi previsti".

Soddisfatto delle proposte presentate anche il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. "Abbiamo ricevuto 14 piani, è un buon risultato. Quella della fine di aprile non era una scadenza rigorosa quindi non ci sono conseguenze in caso di presentazione del piano successivamente”, ha sottolineato il vicepresidente esecutivo, che ha ricordato la complessità che richiede preparare un piano che copra un periodo di sei anni.

"Negli ultimi mesi la Commissione ha avuto molti contatti con le autorità nazionali. Il nostro ruolo è avere dei piani nazionali di ripresa e resilienza di alta qualità e che rispettino tutti i requisiti. Sono stati contatti intensi, costruttivi e molto apprezzati dagli Stati membri. Questa è un'occasione unica per sostenere la ripresa e aiutare le nostre economie a trasformarsi e diventare più inclusive, verdi e digitali. È un'occasione da non sprecare", ha ribadito, spiegando che "i piani devono garantire un livello alto di ambizione, con l'equilibrio giusto tra investimenti e riforme e devono interessare una serie di sfide individuate dalle raccomandazioni specifiche per Paese e degli obiettivi per la politica climatica e l'evoluzione digitale. I piani non devono portare a un incremento volatile del Pil ma avere un effetto duraturo".

“La qualità resta il criterio principe, e questo consentirà un'adozione senza intoppi e agevolerà le tappe successive. Per alcuni Stati è necessario più tempo per garantire la qualità necessaria e per completare le procedure nazionali", ha sottolineato Dombrovskis, "e la maggior parte dei piani sono vicini al completamento. Ci aspettiamo che vengano presentati entro fine mese o a inizio giugno".

Per i piani nazionali di ripresa e resilienza già ricevuti, "abbiamo avviato la valutazione in base agli 11 criteri del regolamento con gli esperti della Commissione ed entro due mesi valuteremo tuti i piani. Le prime proposte della Commissione dovranno essere presentare nella seconda metà di giugno e il Consiglio dovrebbe adottare la decisione entro un mese. Siamo soddisfatti di quanto raggiunto, fermo restando che questi piani andranno valutati individualmente”. In linea generale, ha affermato Dombrovskis, "è stato trovato un equilibrio tra le riforme e gli investimenti e gli obiettivi verdi e digitali verranno raggiunti, in alcuni casi anche con un buon margine".

Adesso si dovrà passare dalla teoria alla pratica, ed è stato lo stesso vicepresidente a ribadire che, nei mesi a venire, bisognerà concentrarsi sull'implementazione di tali progetti."L'Rrf darà un impulso forte all'economia, soprattutto se i fondi vengono ben spesi e accompagnati da riforme efficaci. Ci aspettiamo che il Pil reale salga fino al 2% negli anni coperti dal fondo, e con l'allentamento graduale delle restrizioni prevediamo anche che l'economia riparta già nella seconda metà dell'anno. Prima di questo, tutti gli Stati membri dovranno però ratificare la decisione sulle risorse proprie. Mancano ancora 8 Stati membri, ma 3 hanno detto che potrebbero farlo entro questa settimana. Ripeto l'appello affinché questa decisione venga ratificata entro il primo giugno", ha concluso Dombrovskis. (riproduzione riservata)



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