Recordati ha riportato ricavi 2025 sostanzialmente in linea con le stime del consenso, ma una redditività migliore del previsto. In particolare, i ricavi sono aumentati dell’11,8% a 2.618,4 milioni di euro (+8,3% a parità di perimetro e a cambi costanti) quando il consenso si aspettava 2.600 milioni.
Nonostante l’impatto negativo dei cambi per 64,2 milioni, la crescita dei ricavi è stata trainata dalle vendite del settore Specialty & primary care e soprattutto da quelle del settore Rare diseases (+30% a 1,08 miliardi, al 41% del totale) ovvero +17% a parità di perimetro (togliendo Enjaymo) e cambi.
Al suo interno Equita ha stimato che il farmaco Isturisa sia cresciuto del 30% a oltre 260 milioni; assumendo il raggiungimento delle peak sales di 1,2 miliardi, le vendite aggiuntive di oltre 0,9 miliardi in 6-7 anni garantiscono una crescita del fatturato del 4-5% annuo a parità di tutte le altre condizioni.
Mentre l’ebitda ha raggiunto quota 991 milioni (+14,5%), superando i 978 milioni previsti dal consenso. «Nonostante il forte impatto negativo dei cambi e il livello più elevato di investimenti (40-50 milioni, ndr) a supporto del lancio dell’estensione dell’indicazione del farmaco Isturisa negli Stati Uniti, di Enjaymo, della crescita e dell’espansione geografica, il miglioramento della redditività è stato determinato dal mix di business favorevole e dal buon leverage operativo in entrambe le divisioni», ha sottolineato Banca Akros.
Migliore delle attese anche l’utile netto rettificato (+14% a 651 milioni vs i 645 del consenso). Leggermente inferiore (559 vs 577 milioni) solo il free cash flow, probabilmente per il temporaneo maggior capitale circolante netto (incluso il magazzino in Usa per anticipare i dazi).
La guidance 2026 è in linea con il consenso nella parte alta del range: ricavi a 2.730-2.800 milioni con un impatto negativo atteso dei cambi pari a -3,5% (consenso a 2.805 milioni); ebitda a 995-1.030 milioni con un margine al 36,5% (consenso 1.018 milioni, margine al 36,3%); utile netto rettificato tra 655 e 685 milioni (margine al 24%).
Confermati anche i target 2027 (incluse acquisizioni non identificate): fatturato +10/+14% a 3-3,2 miliardi vs 3,02 miliardi del consenso; ebitda adjusted +15/+18% a 1,14-1,23 miliardi (margine = 38%) vs 1,14 del consenso; utile netto adjusted +18/+20% a 770/820 milioni vs 746 del consenso e rapporto debito netto/ebitda a 1,7-2 x (con payout del 60%), implicando un indebimento finanziario netto a 1,9-2,4 miliardi (attesa a 1,8 miliardi).
Banca Akros si aspetta quest’anno ricavi in ulteriore aumento a 2,775 miliardi (a 2,862 miliardi la stima di Mediobanca Research che include un effetto di perimetro di circa 40 milioni legato a future operazioni di M&A), un ebitda rettificato a 995 milioni (1,047 miliardi la previsione di Mediobanca Research), un utile netto rettificato a 669 milioni (692 milioni la stima di Mediobanca Research) con un dividendo in crescita a 1,54 euro per azione (yield del 3,3%) e ha confermato la raccomandazione di acquisto (buy) sull’azione (+2,45% a 48,50 euro il 18 febbraio in chiusura in borsa) con un target price a 67 euro, lo stesso di Equita (buy).
«Confermiamo la raccomandazione positiva per i risultati preliminari 2025 leggermente migliori delle attese, la guidance 2026 in linea con le attese e i target 2027 confermati: anche all’estremo inferiore implicano un ritorno alla crescita double digit che riteniamo fattibile», ha spiegato Equita.
Con la guidance 2026 coerente con le indicazioni iniziali fornite lo scorso novembre, Mediobanca Research vede le stime del consenso complessivamente allineate con le prospettive del gruppo, mentre un annuncio di M&A nei prossimi mesi potrebbe essere l’unico elemento in grado di generare un upside rispetto al consenso attuale per il 2026-2027.
Recordati punta, in effetti, a ulteriori acquisizioni. Equita ritiene molto probabile che la potenza di fuoco, stimata in oltre 1,5 miliardi di euro, venga utilizzata per nuovi deal, tipicamente da subito accrescitivi in termini di utile per azione.
Dal punto di vista della valutazione «il titolo Recordati tratta a sconto del 30% sui multipli 2026-2027 rispetto alla media degli ultimi 10 anni, nonostante le prospettive di crescita dell’utile per azione adjusted a pari perimetro almeno high single digit, il potenziale di Isturisa e il solido track record in M&A. Il tutto senza considerare l’appeal speculativo per l’uscita del fondo di private equity Cvc (detiene il 46,82% del capitale della società farmaceutica, ndr) che comunque non ci aspettiamo nel breve», ha concluso Equita.
Il titolo, ha precisato Mediobanca Research, è in calo del 3% da inizio anno e tratta a multipli complessivamente contenuti: 14 volte il prezzo/utile rettificato 2026 (o circa 17x sugli utili reported) «ma riteniamo sia necessaria una maggior visibilità sulla governance e sulla strategia di uscita di Cvc per rilanciare l’appeal a breve termine di questa storia azionaria. Manteniamo, quindi, un rating neutral e un target price a 57 euro sull’azione». (riproduzione riservata)