Real estate: in vendita a 12 milioni Lo Scoglio, una lussuosa villa in stile italiano in Australia
Ampi spazi, materiali pregiati, oggetti di design ricercati caratterizzano questa proprietà unica a Coopers Shoot
Nel New South Wales australiano, immerso nella paradisiaca campagna alle spalle di Byron Bay, è in vendita un sogno. Un sogno italiano, per giunta. A lungo coltivato, poi realizzato, vissuto, amato e oggi pronto a essere ceduto.

Possibilmente a qualcuno di speciale, che non solo possa permetterselo, ma ne senta anche il fascino, sia conquistato dalla sua storia e ne rispetti lo spirito: una lussuosa villa in stile italiano che, pur trovandosi dall’altra parte del mondo, farebbe sentire a casa chiunque di noi e, con il suo eclettico mix di architettura contemporanea, materiali preziosi, mobili sofisticati, decorazioni vintage, pezzi d’arte e molto altro, appagherebbe anche l’occhio più esigente. Si trova a Coopers Shoot e viene messa sul mercato da Knight Frank, una delle più prestigiose società di consulenza immobiliare al mondo, in collaborazione con McGrath Australia. Il prezzo si aggira intorno ai 12 milioni di euro e comprende tutti gli arredi.

Nel nome del padre
L’attuale proprietaria di questo sogno si chiama Angelica La Bozzetta Arnott. Bellissima ex attrice e cantante, ora felice moglie di Charlie Arnott e madre dei loro quattro figli, ha origini italiane. Suo padre era un eoliano di Stromboli che, negli anni Cinquanta, appena sedicenne, migrò in Australia. Qui, a tempo debito, mise su famiglia con una donna del luogo. Sua figlia Angelica, Ange per tutti, ha sempre avuto un rapporto speciale con lui e con la terra dalla quale proveniva il loro ceppo. E quando qualche anno fa lui si ammalò, Ange decise di rinnovare completamente la casa in cui già viveva con la famiglia a Coopers Shoot.

Non si sarebbe limitata, però, a scegliere architetti e designer famosi e a mettere mano al portafoglio. Avrebbe fatto molto di più, lavorando lei stessa al progetto e dedicandolo a suo padre, alle isole e all’Italia in cui era nato, alla cultura che aveva sempre considerato sua e aveva trasmesso agli eredi: «Questa casa non è solo un impasto di malta e mattoni», dice con commozione Ange, che ha perso il suo papà prima della conclusione della riqualificazione. «È un atto d’amore, un’ode a mio padre e alle sue radici. Un monumento alla sua memoria». A partire dal nome, Lo Scoglio, scelto per ricordare il grosso masso stromboliano dal quale un giovanissimo La Bozzetta si tuffava nel limpido mare Tirreno.
Spazi australiani, eleganza italiana

I numeri, 5 camere da letto, 6 bagni, 1 garage per 5 auto, oltre 8mila metri quadri di terra (poco meno di un ettaro), 1 piscina, 1 spa con sauna, 1 palestra, 1 area yoga, dicono e non dicono: perché certamente danno un’idea delle generose dimensioni della proprietà, ma non rivelano ciò che la rende unica. Prima di tutto, la maestosità degli ambienti: grandi, anzi grandissimi, come raramente se ne vedono nel nostro Paese, e inondati di luce grazie a vetrate a tutta parete, come nel living e nella sala da pranzo, oppure a fughe di archi da terra al soffitto come nel conservatory, o all’abbondanza di finestre aperte in quasi tutte le pareti delle altre stanze.

Poi la preziosità dei materiali - i legni, le pietre, i metalli, i tessuti – accostati in contrasti che non stridono ma piuttosto si amalgamano armonicamente dando risalto a ciascun elemento; e ancora la palette dei colori, tutti naturali, prevalentemente nelle calde tonalità terra, vivacizzate da accenti come il blu petrolio del divano Nara by Tigmi del salotto, il rosso del tappeto Gabbeh all’ingresso, il salvia e l’azzurro delle stuoie di juta Elitis Rocky nel conservatory.

Infine, la raffinatezza degli oggetti decorativi, che sono ovunque, in qualsiasi angolo della proprietà, perché nulla è lasciato al caso e tutto concorre a creare il risultato complessivo, come la ciotola Sicilian Smeraldo dello Studio Medea appoggiata sul tavolo della camera da letto dello Studio, lo sgabello africano degli Anni Sessanta all’ingresso, la lampada a foglie in ottone di Tommaso Barbi (rinomato designer italiano) degli Anni Settanta nel salotto, i vetri Venini, i ferri battuti spagnoli degli chandelier in alcune camere e nel patio.
La sostenibilità al centro

Lo Scoglio è al centro di un territorio meraviglioso, dove respirare l’alito del pianeta non è illusione. Per questo Angelica Arnott ha voluto una perfetta comunione dell’edificio con l’ambiente circostante, che si traduce non solo in scelte estetiche, ma anche in decisioni tecniche: come, per esempio, la preferenza data ai materiali riciclati, il veto all’impiego di composti chimici, la collocazione dei cavi elettrici lontano dalle pareti adiacenti i letti.

Artigiani e operai di lungo corso e comprovata esperienza hanno lavorato con lei e le hanno dato il meglio perché hanno rispettato la missione del suo progetto: trasferire una parte di quell’Italia che tutti adorano – per la sua bellezza, lo stile di vita, il cibo buono, l’arte, l’artigianato - in terra d’Australia. Un azzardo? Niente affatto. A Coopers Shoot è una scommessa vinta. (Riproduzione riservata)
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