Real estate: a Varazze è in vendita Villa Araba, progettata dall’architetto Barry Dierks
Affacciata sul mar Ligure, la proprietà pieds dans l’eau con baia privata è un vero gioiello
È letteralmente più unica che rara. Parliamo della Villa Araba a Varazze (Savona), di recente messa sul mercato da Italy Sotheby’s International Realty, una delle più importanti società di consulenza e intermediazione immobiliare al mondo. Opera di Barry Dierks (1899-1960), architetto statunitense di nascita, ma francese di adozione che la progettò nel 1925 e la completò di lì al 1929, è rimasta la sola a portare la sua firma nel nostro Paese.

Nel Sud della Francia, invece, ce ne sono parecchie sue: circa un centinaio tra nuove costruzioni e ristrutturazioni. Si trovano nella celeberrima Côte d’Azur, di cui Dierks contribuì a fare la fortuna prima di tutto trasferendovisi in pianta stabile con il compagno, l’ex colonnello inglese Eric Sawyer, poi costruendovi la loro casa, Villa Le Trident, che diventò un paradigma ispiratore, e, infine, attirandovi come una calamita aristocratici, facoltosi alto-borghesi, industriali e artisti provenienti da entrambe le sponde dell’Atlantico. Tutti smaniosi di possedere una dimora come la sua. Le sue ville, in effetti, lo consacrarono come archistar dell’epoca e di tutti i tempi.
Sintesi di contrasti

Tanto in Francia quanto nell’unicum italiano, la cifra stilistica di Dierks è evidente: una sintesi di opposti – Modernismo ed eredità storica, tradizione e avanguardia, bellezza e funzionalità, rigore ed eleganza – amalgamati in architetture razionali e nello stesso tempo teatrali, perfettamente incastonate nell’ambiente circostante. Era questo che rendeva speciali i suoi lavori e faceva correre di bocca in bocca il suo nome tra i ricchi Vip del tempo, affascinati dalla douceur della vita in quel pezzo di Francia, benedetto dal clima e dalla natura.

Non è diversa la storia dell’iconica villa di Varazze. D’altra parte, il geniale Dierks non doveva essere disposto a investire il suo tempo in nulla che non avesse un potenziale eccezionale. Tale dovette reputare la commissione italiana: in effetti, a lavoro finito, l’importanza delle dimensioni della proprietà, la strategicità della posizione, la ricchezza dei reperti storici annessi, la magnificenza del patrimonio naturale, l’approdo a mare, la spiaggia privata e potremmo continuare ancora a lungo, gli diedero ragione e ancora oggi misurano lo status dell’opera e ne affermano senza ombra di dubbio il pregio e il valore.
Un infinito orizzonte d’acqua

La Villa Araba si trova su un promontorio roccioso che si protende nel Mar Ligure. Da qui la vista spazia su un orizzonte acqueo pressoché infinito che va dalle Cinque Terre, sulla riviera spezzina di Levante, fino a Capo Noli, punto terminale di uno dei tratti più scenografici della costa di Ponente. Non per niente, in tempi lontani, questo posto fu scelto per edificare una postazione fortificata (Torre della Mola, risalente al 1300) i cui resti sono ancora visibili nella proprietà in vendita. Non solo: il sito fa parte del Parco naturale del Beigua, la più vasta area protetta della Liguria, riconosciuta anche dall’Unesco.

La folta macchia mediterranea che avvolge come una nuvola verde la villa – circa 3.400 metri quadri di parco – ne costituisce una estrema propaggine. Lambisce le rocce della scogliera e la sabbia della spiaggia, entrambe proprietà privata della casa. Ancora: ci sono tre piscine naturali all’esterno, tutte e tre con acqua di mare, oltre a svariati locali di servizio come spogliatoi, spazi per il rimessaggio e il riparo delle barche, gazebo per le moto e le bici, una cucina all’aperto con annessa lounge per i padroni di casa e i loro ospiti. In più, due dépendances e uno studio con terrazzo sul mare.
Fughe di archi

E veniamo alla villa vera e propria, oltre 500 metri quadri suddivisi su tre piani. La prima cosa che salta all’occhio è l’imponenza del loggiato, una sorta di baluardo posto a protezione della casa senza nulla togliere all’abbondanza di luce che la inonda e l’attraversa. Archi altissimi (fino a 8 metri) scandiscono lo spazio e inquadrano spettacolari visioni del mare, contrastando con le loro linee curve i volumi squadrati dell’edificio. Nei muri candidi, nel più puro stile mediterraneo, si aprono numerose finestre, alternativamente rettangolari e ad arco, che prolungano il gioco delle linee e ribadiscono la geometria dominante.

Un gioco che continua anche negli interni dove si contano tre living, quattro camere da letto (di cui una rotonda), una suite con salotto privato e una cucina. Ultime chicche da segnalare: la meridiana sulla facciata esterna, dove è incisa la dicitura latina Sine sole sileo (Senza sole taccio), la rosa dei venti sul pavimento del loggiato, il tipico rissëu ligure (ciotoli bianchi e neri) nello spazio che accede al giardino, e l’infernòt in mattoni rossi nel piano interrato, ideale per conservare vini pregiati.(Riproduzione riservata)
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