Il prezzo del petrolio ha registrato ieri un forte calo, a causa delle preoccupazioni per i dati in rallentamento sulla produzione cinese, nel momento in cui l'Opec+ ha ufficialmente aumentato l'output di altri 400 mila barili al giorno. Inoltre gli investitori non sono sicuri di cosa riservi il futuro, in seguito alla diffusione della variante Delta del Covit in tutto il mondo, con implicazioni per la crescita globale. Nel frattempo, dopo le trimestrali gli analisti di Rbc Capital Markets hanno riconsiderato i loro rating sui tre gruppi petroliferi.
1) Eni. Rating sector perform, con prezzo obiettivo confermato a 11 euro, che implica un potenziale di rialzo del 10% dalle quotazioni attuali. Le variazioni delle stime di eps (utile per azione) e del flusso di cassa sono contrastanti, con aumenti nel 2021 e 2022 e cali in seguito. Nelle loro stime gli specialisti di Rbc hanno integrato anche la dichiarazione dei dividendi di Eni, insieme al programma di riacquisto. Eni scambia con un rendimento free cash flow del 13,4% nel 2022, in linea con la media del settore.
2) Repsol. Rating sector perform, con prezzo obiettivo confermato a 12,50 euro, che implica un potenziale di rialzo del 36% dalle quotazioni attuali. Gli analisti di Rbc hanno abbassato le loro stime sui volumi di produzione per riflettere la combinazione di tempi di fermo non pianificati e disinvestimenti. Nonostante i minori guadagni a monte, le previsioni sugli utili del 2021 sono state incrementate, a causa della combinazione di margini estremamente forti dei prodotti chimici e migliori risultati di marketing, che lasciano la stima del 2021 più alta del 7%. in calo invece le proiezioni per il 2022.
3) Galp. Rating sector perform, con prezzo obiettivo confermato a 11,50 euro, che implica un potenziale di rialzo del 40% dalle quotazioni attuali Gli esperti di Rbc hanno apportato alcune modifiche alle loro stime dopo i risultati trimestrali. In partocolare le stime sul cffo si muovono più in alto, grazie a dividendi più elevati. Gli analisti ipotizzano ora un dividendo variabile più elevato, che si basa sulla previsione di un cffo (cash flow operativo) di 1,8 miliardi di euro nel 2021. Ciò implica un dividendo variabile di 0,14 euro da pagare nel 2022. Galp tratta con un rendimento del free cash flow dell'8,9% nel 2022, ben al di sotto la media del settore. (Riproduzione riservata)