Belluno è la vetrina, ma il Veneto è la fabbrica delle Olimpiadi. Milano-Cortina 2026 ha già prodotto effetti sull’economia regionale: sostegno alla liquidità delle imprese locali, accelerazione per il distretto dello sportsystem e rafforzamento delle filiere dell’occhialeria.
Secondo un report di Banca Ifis, regione Veneto sarà la principale beneficiaria dell’impatto delle Paralimpiadi, che iniziano oggi, venerdì 6 marzo: ospitando la cerimonia di apertura all’Arena di Verona e gare di sci alpino, snowboard e curling in carrozzina a Cortina d’Ampezzo, la regione attirerà il 74% della spesa turistica legata alle Paralimpiadi e il 56% nell’ambito della «Famiglia Paralimpica», con circa 300.000 spettatori. Il nodo, ora, è trasformare il picco olimpico in un’eredità duratura.
«La competizione sportiva sta già producendo effetti concreti per le imprese del Veneto» ha spiegato a Milano-Finanza Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est. Il solo distretto dello sportstystem si qualifica come «una filiera strutturata che rappresenta l’11% dell’export mondiale degli sport invernali e realizza quasi l’80% del fatturato sui mercati esteri». In questo contesto, prosegue Carron, «i Giochi rappresentano un potente acceleratore». Gli effetti non si limitano allo sportsystem: «penso per esempio al comparto dell’occhialeria tra Cadore e Agordino».
Nel Veneto sono stati stanziati 41 milioni di euro, di cui 19 milioni specificamente per rendere l’Arena di Verona accessibile e 22 milioni per promuovere il turismo inclusivo nelle aree montane. «Abbiamo sostenuto i progetti di adeguamento per l’accessibilità alle strutture ricettive con fondi a tasso zero in linea con la filosofia delle Paralimpiadi», ha detto a Milano-Finanza Nicola Bernardi, direttore generale di Cortina Banca, parte del Gruppo Cassa Centrale. «È un segnale culturale, un contributo che vogliamo dare anche rimanendo presenti con soluzioni legate al sostegno della liquidità».
Queste operazioni sono state rese possibili solo da un lunga preparazione del e sul territorio, molto più pregressa rispetto al clamore generato dai Giochi a partire dal 6 febbraio. «Sono 6 anni che investiamo, come Camera di Commercio, sul progetto GenerAzione2026 rivolto ai ragazzi delle scuole di Belluno e Treviso» ha raccontato a Milano-Finanza Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio trevisana e bellunese. «L’abbiamo fatto per accrescere lo spirito sportivo e per far capire cosa c’è dietro al sistema impresa, così da preparare ragazzi che allora avevano 10 anni e adesso ne hanno 15 o 16». (riproduzione riservata)