Radici Pietro Industries & Brands rinvia l’assemblea degli azionisti dopo la contestazione dell’Agenzia delle Entrate. L’azienda bergamasca, attiva nel settore della pavimentazione tessile di alta gamma e nei rivestimenti tessili di alto contenuto tecnologico, ha ricevuto lo scorso 18 aprile un verbale dall'Agenzia delle Entrate che, dopo un controllo sulle imposte dal 2017 al 2020, chiede 1,265 milioni di euro, oltre a interessi e sanzioni.
La società ha detto che non è in grado di stimare in modo preciso l’impatto di questa contestazione sulla sua situazione economico e finanziaria al 31 dicembre 2024. Il bilancio dello scorso esercizio si è chiuso con ricavi pari a 56,25 milioni di euro, in aumento dello 0,4% rispetto all'anno precedente, un utile netto positivo per 1,5 milioni, in miglioramento rispetto ai 465 mila euro del 2023, e un indebitamento netto in contrazione a 13,3 milioni, a fronte di investimenti per 3,87 milioni. Il management ha rivisto al ribasso le stime sui ricavi del 2025 attesi a 65,1 milioni e ha previsto un indebitamento netto inferiore a 13,1 milioni.
Ma dopo la richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate, la società ha deciso di rinviare a data da destinarsi l'assemblea chiamata ad approvare il bilancio dello scorso esercizio, convocata per il 29 aprile, fino al termine delle attività di approfondimento e analisi degli eventuali impatti del processo verbale di constatazione, che Radici condurrà con l'aiuto di advisor esterni. In ogni caso, l’azienda ha assicurato che l'approvazione del bilancio 2024 e la presentazione agli azionisti avverrà nei termini di legge, quindi entro il 30 giugno.
Quotato all’Egm, il titolo Radici ha chiuso la seduta del 23 aprile con un calo dello 0,97% a 1,02 euro per azione. L’azione ha perso parecchio dal suo debutto all’allora Aim a luglio 2019 (prezzo di collocamento a 3,1 euro per azione). Solo nell’ultimo mese ha lasciato sul terreno l’8% del suo valore. (riproduzione riservata)