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La casa al mare vale sempre di più. Scoprite il valore della vostra: le 120 località italiane più ricercate - CLASSIFICA INTERATTIVA

di Teresa Campo
06 maggio 2023, 08:30 Ultimo aggiornamento: 09 maggio 2023, 16:23

A differenza del resto del mercato immobiliare, le località marine si muovono in controtendenza e mostrano una forte vivacità di investimenti e compravendite. E anche nei prezzi, che crescono con punte del 7%. Quali sono le regioni e le città in cui la casa per le vacanze vale di più | Mutui, cosa cambia con il nuovo aumento dei tassi Bce per fissi, variabili e finanziamenti under 36 | Fuga dal mattone italiano, investimenti immobiliari in calo del 73% nel primo trimestre

Roccaforte case al mare. La frenata in atto nel resto del mercato immobiliare, con vendite di case in netto calo nelle grandi città e addirittura crollo delle transazioni per quanto riguarda uffici, negozi e terziario in genere, per ora sembra risparmiare il mercato immobiliare nelle località marine. Anzi, soprattutto nelle regioni del nord, nelle località marine il trend è tuttora improntato alla crescita, quasi inossidabile rispetto al caro mutui e alle preoccupazioni varie sul futuro dell’economia che invece penalizzano gli altri segmenti del real estate.

Mercato in crescita del 13%

In cifre, il 2022 ha visto compravendite in crescita di un altro 13,3%, proseguendo il recupero post pandemia del mercato partito a fine 2021. «Anzi, proprio la crescente esigenza di spazi aperti da parte dei potenziali acquirenti, in particolare di quelli residenti nelle metropoli, motivata dal lungo periodo di lockdown e dalla maggiore diffusione dello smart working, continuano a dare una forte spinta al mercato», spiega Alessandro Ghisolfi, responsabile Centro studi di AbitareCo.

«Inoltre, complice anche l’aumento dell’inflazione, crescono gli acquisti per investimento». I dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare relativi ai comuni italiani costieri indicano che, tra il 2021 ed il 2022 c’è stato un incremento delle compravendite di casa vacanza tra il 9,5% e il 13,3% a seconda delle zone».

Orientati al bel tempo comunque anche tutti gli altri indicatori del mercato, a conferma appunto della forza del segmento case vacanza: i tempi di vendita, che già erano scesi sotto i nove mesi nel 2021, nel 2022 si sono ulteriormente ridotti a 8,3 mesi, mentre lo sconto tra il prezzo richiesto e quello effettivamente pagato rimane intorno al 9%, 10% al massimo.

Prezzi saliti fino al 7%

Ma sono soprattutto i prezzi a testimoniare che la domanda è forte e che il mercato corre. Rispetto allo scorso anno sono infatti saliti del 5-6% di media, con punte quasi del 7% in alcune località e per le abitazioni migliori.

«La variazione ovviamente dipende dalle località e dalle tipologie di immobili messi in vendita, il che vuol dire che in cima alla lista dei desiderata sono località di prestigio o comunque turisticamente rinomate, facilmente raggiungibili, cioè ben collegate da treni, aerei, autostrade, e abbastanza vicine alle spiagge», continua Ghisolfi. «Il resto lo fa la qualità della casa in tema di stato di manutenzione, panorama, posizione, terrazzi e balconi, qualità del condominio».

La differenza tra regioni

Da sottolineare però anche una differenza del trend a seconda della regione. Meglio si sono mosse quelle del Nord e del Centro Italia (Liguria, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna in particolare) dove sia le abitazioni nuove che quelle usate hanno registrato aumenti tra il 5,2% e il 5,5% in media con vette quasi del 7%, mentre più moderato è stato l’incremento delle quotazioni nelle località di Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna, dove invece i valori sono cresciuti soprattutto per le abitazioni nuove o completamente ristrutturate, del 2-4%.

«Il fattore principale che ha frenato un po’ i valori al Sud è sicuramente la minor offerta di abitazioni nuove e una grande presenza di immobili, anche di grandi dimensioni, completamente da ristrutturare», sottolinea Ghisolfi, «con l’eccezione solo di immobili particolari, e limitati, come i trulli e le masserie della Puglia o i bagli in Sicilia e le ville più belle in genere, che possono arrivare anche 10 mila euro al metro quadrato e oltre se completamente ristrutturati e di lusso».

Qualità e stato manutentivo sono comunque un fattore determinante per quanto riguarda i prezzi in tutte le località di mare e per tutte le tipologie di case. Anzi, le abitazioni vecchie e da ristrutturare fanno sempre più fatica a trovare acquirenti, in quanto all’aumento dei prezzi si aggiunge quello dei costi di ristrutturazione. Tra l’altro, forse a sorpresa, nell’acquisto delle case al mare è più frequente il ricorso al mutuo, 75% contro il 65% dei centri urbani, per cui al costo di ristrutturazione va aggiunto anche quello del finanziamento.

Le previsioni per il resto del 2023

Le previsioni per il resto dell’anno in questo quadro restano improntate a ottimismo o meglio il mercato delle case al mare dovrebbe tenere meglio del resto e sono pochi i segnali di un peggioramento del clima. Sul fronte del turistico, la domanda e la propensione all’acquisto restano vivaci, specie in questi mesi primaverili, prima dell’alte stagione.

Ma a dare la spinta maggiore al segmento case al mare è l’ottima salute del settore delle locazioni, che rende interessante l’acquisto per investimento. «Il sentiment degli operatori è più positivo per le attività di locazione, meno per quelle di compravendita», conclude Ghisolfi. «Anche se il 2023 alla fine segnerà probabilmente una frenata, seppur leggera, delle compravendite, a sostenere il mercato delle case al mare provvederà la domanda degli investitori. Nonostante i tassi di rendimento non siano più competitivi rispetto ad altri strumenti finanziari, titoli di Stato in primis, l’esplosione della domanda di affitti brevi, grazie ai portali dedicati, fa sì che in moltissime località il tasso di assorbimento annuo sia vicino all’80%. Insomma, rischio sfitto vicino allo zero». (riproduzione riservata)



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