Dietro le preoccupazioni sul destino di Borsa Italiana all’interno del circuito paneuropeo Euronext, espresse in primis dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e riprese e approfondite nei giorni scorsi da MF-Milano Finanza, c’è la paura della marginalizzazione e di un decentramento delle attività, in particolare del ricco mercato degli Etf, che rischia di penalizzare il ruolo di Milano a vantaggio di Parigi, centro decisionale del gruppo borsistico quotato ad Amsterdam.
Comunque, al di là delle perplessità e delle preoccupazioni, vale la pena capire quanto pesa Borsa Italiana, entrata a regime nel circuito Euronext a metà del 2021 dopo la cessione annunciata a ottobre del 2020 della piazza finanziaria milanese da parte del London Stock Exchange (Lse).
Difficile disaggregare gli apporti delle varie borse - da Parigi ad Amsterdam, da Oslo a Lisbona e appunto a Milano - dal ricco bilancio di Euronext. Ma stime degli analisti più che attendibili dicono che a Borsa Italiana faccia capo oltre un terzo dei dipendenti totali del gruppo e ben il 35% dell’intero giro d’affari di Euronext. In soldoni, fanno oltre 560 milioni di euro ricavi sui poco più di 1,6 miliardi registrati nell’esercizio 2024. E lo stesso peso vale per gli utili, di cui Piazza Affari è responsabile per più di un terzo del totale.
Di fatto una sorta di primattore che ha apportato nel momento del conferimento delle attività al circuito di Euronext non solo Borsa spa, ma anche le partecipate che stanno sotto il suo cappello: da Monte Titoli a Mts alla Cassa di Compensazione e Garanzia. Quindi non solo listing ma tutte le attività che stanno dietro le quotazioni, in particolare il clearing, il settlement e il post trading oltre alla piattaforma Mts regina degli scambi di Bot e Btp. Del resto il prezzo della cessione contrattato da Lse con Euronext nel 2020 di 4,32 miliardi la dice lunga sul valore che già 5 anni fa era attribuito al listino milanese.
Se guardiamo all’attuale capitalizzazione del circuito paneuropeo di 14 miliardi ecco che quei 4,32 miliardi fanno capire il peso forte di Milano. Da allora sono passati 5 anni in cui Euronext ha messo il turbo nei conti. Basti pensare che a fine del 2020 i ricavi del gruppo erano di meno di 900 milioni. Nel 2024 i ricavi sono quasi andati al raddoppio superando quota 1,6 miliardi. Tra l’altro con una redditività record: il margine operativo lordo a fine dello scorso anno è stato di 1 miliardo con un’incidenza di oltre il 61% sul giro d’affari e un utile netto a superare i 600 milioni, di cui la metà finiranno in dividendi per la gioia dei principali azionisti. In prima fila tra i soci italiani c’è Cdp che ha poco meno dell’8% del capitale (lo stesso peso della omologa Cassa e depositi francese e i primi due soci forti del gruppo) e poi Banca Intesa con l’1,5%.
Una vera e propria macchina da guerra che cresce anno su anno e soprattutto gode di una profittabilità da vero oligopolista del mercato delle borse continentali. Se si vuole investire in azioni, bond, certificati, fondi, etf e tutta la gamma di ogni genere di strumento finanziario quotato da lì si deve passare. L’unica alternativa è Deutsche Borse se si punta all’Europa continentale. Una grande posizione di rendita che vede tra l’altro crescere sempre più i servizi connessi al listing. E dove Milano dentro Euronext ha un ruolo chiave. Il cosidetto Csd (clearing, settlement e depositary) cioè tutta la parte post acquisto e vendita degli strumenti che vede Milano fare da baricentro per gli altri mercati di Euronext. Tra l’altro anche il data center del gruppo è stato portato a Bergamo.
Ormai dai servizi che non siano il listing e il trade dei titoli arriva un pezzo importante del fatturato della piazza borsistica europea. I servizi post trade tra cui il clearing e il settlement valgono oggi oltre 400 milioni di fatto il 25% dell’intero giro d’affari. Un peso crescente che è destinato a salire in cui Borsa Italiana ha un ruolo importante. Tra l’altro volendo spacchettare la redditività di Milano ecco che il bilancio di Borsa spa dà più di un’indicazione. Nel 2023, ultimo resoconto disponibile, gli utili della sola Borsa spa sono stati pari a 111 milioni, oltre il 50% del giro d’affari. Una profittabilità che non ha confronti con altre realtà del circuito quotato a Parigi. Vista così toccare Milano e marginalizzarla non serve a nessuno o meglio sarebbe un autogol per l’intera Euronext. (riproduzione riservata)