Movimenti iniziali nel sistema bancario, ma nel segno della riaffermazione di una condizione di stabilità. Unicredit prepara la lista per l’elezione degli organi amministrativi. Viene decisa dal cda e prevederebbe la riconferma sia del presidente Pier Carlo Padoan sia dall’ad Andrea Orcel: si tratta di due esponenti che hanno ben governato nel dopo Mustier affrontando le problematiche evidenziate.
Naturalmente redigere la lista del consiglio richiede per ora l'osservanza dei criteri a suo tempo indicati dalla Consob con il noto richiamo di attenzione. E ciò perché non è ancora in vigore la normativa dettata dal ddl Capitali che, varata in seconda lettura dalla Camera, torna al Senato, sia pure per un adempimento formale, dopodiché diventerà cogente.
In questo quadro si inserisce l'iniziativa della Fondazione Crt, azionista di Unicredit con l’1,9%, che, non con uno scopo conflittuale, rappresenterebbe comunque la sua mancata consultazione nella definizione dei criteri ai quali la lista dovrà obbedire. Si tratterebbe di un inadempimento ancor più importante in una fase di brevissima transizione (senza una normativa legislativa ad hoc) verso una disciplina pregnante. È ipotizzabile, nonché doveroso, comunque, che alla fine l'intesa sarà conseguita.
Un'altra lista in progettazione riguarda il parziale rinnovo del cda della Popolare di Sondrio. L'estrazione, accomunante entrambe, dal mondo della cooperazione muove verso una lista che continui a vedere l'Unipol, primo azionista, opportunamente impegnato nel raccordare la tutela dei propri interessi con la salvaguardia dell'autonomia della Sondrio con le sue tradizioni e il suo efficace operare, nonché, in definitiva, con gli interessi del sistema.
Quanto a Bper, l'ad Pier Luigi Montani, forte anche dei brillanti risultati di esercizio, non si è impegnato, almeno per questo periodo, in previsioni sull'eventuale risiko nel settore e la presidente Flavia Mazzarella ha sottolineato che la banca è nella fase di consolidamento, dunque - si deve inferire - il tema delle aggregazioni adesso non si pone.
Scendendo a Siena, si ripropongono, almeno in sede teorica, le alternative possibili per il futuro di Mps, mentre di tanto in tanto si risentono le voci di una possibile decisione del Tesoro di collocare sul mercato un'altra tranche del capitale sfruttando il vento favorevole del ritorno agli utili e dunque del superamento degli scogli che ne avevano, per molteplici gravi motivi, bloccato la risalita dopo essere stato sull'orlo del dissesto. Continua a mancare una linea strategica dello Stato per la banca più antica del mondo.
Sarà invece solo nel 2025 che gli azionisti dovranno decidere sui vertici di Intesa Sanpaolo, mentre è parso prenotarsi Francesco Profumo, dimessosi in anticipo dalla presidenza dell'Acri e della Compagnia di San Paolo per non incorrere in una incompatibilità preventiva ai fini della desiderata (almeno così sembra) carica di presidente dell'istituto. Tuttavia alcune dichiarazioni dell'ad Carlo Messina, interpretabili in vario modo, sono state ritenute in prevalenza favorevoli alla conferma al vertice di Gian Maria Gros-Pietro.
In definitiva, si può dire che finora si stanno predisponendo le pedine per poi, da parte di questo o di quello, andare all'attacco. Non vanno dimenticate tuttavia le continue sollecitazioni delle autorità monetarie perché gli utili straordinari vengano destinati a rafforzare il capitale per fronteggiare rischi che oggi i modelli econometrici potrebbero non essere in grado di identificare, come da ultimo ha detto Claudia Buch, presidente del Supervisory Board della Vigilanza unica.
La situazione variegata avrebbe tuttavia necessità di indirizzi da parte delle autorità competenti, che però continuano a mancare. Non può sottovalutarsi, d'altro canto, l'esigenza, dato l'eccezionale reddito di esercizio dello scorso anno - come lo ha definito il governatore Fabio Panetta -, che miglioramenti si riverberino a favore della clientela, prenditori di credito e risparmiatori. E di qui si arriva alla necessità che finalmente venga deciso un allentamento monetario con l'abbassamento dei tassi di interesse da parte della Bce. (riproduzione riservata)