È ancora Singapore la città più cara del mondo. La città asiatica si posiziona al vertice del ranking stilato dall’Economist Intelligence Unit (EIU), scalzando New York, a pari merito con Zurigo. Per Singapore è la nona volta al top dello studio, che assegna un punteggio a 173 città in tutto il mondo, mentre New York scende dal primo al terzo posto insieme a Ginevra (Svizzera). Nella top ten si trovano tre città statunitensi e quattro europee, ma nessuna italiana. All’estremità opposta della classifica ci sono Tripoli (Libia), Teheran (Iran) e Damasco (Siria).
Nel complesso, le città americane hanno peggiorato il loro piazzamento rispetto al 2022, mentre quelle dell’America Latina e dell’Europa occidentale hanno guadagnato terreno. Spicca il crollo di Mosca (142esima) e San Pietroburgo (147esima) che, a causa degli effetti della guerra sull’import-export russo, hanno perso rispettivamente 105 3 74 posizioni in un anno.
Secondo l’ultima indagine dell’EIU, quest’anno il costo della vita è cresciuto del 7,4% nelle principali città del mondo. Un dato inferiore all’aumento dell’8,1% registrato nel 2022, ma superiore al trend del periodo 2017-2021, prima che l’inflazione spingesse al rialzo i prezzi. Rispetto al 2022 gli effetti dei rallentamenti delle catene di approvvigionamento e degli shock energetici dovuti alla guerra tra Russia e Ucraina si sono comunque attenuati.
«Poiché il nostro indice si basa sulla conversione dei prezzi in valuta locale in dollari Usa (in quanto valuta comune), l'aumento di Zurigo riflette in parte la forza del franco svizzero, nonché i prezzi elevati dei generi alimentari, dei beni per la casa e delle attività ricreative», si legge nel report. «Singapore, invece, è particolarmente cara per i trasporti e l'abbigliamento».
La città dove l’inflazione morde di più, invece, è Caracas, capitale del Venezuela: «Il dubbio onore di essere la città con l'inflazione più alta nella nostra indagine va, ancora una volta, a Caracas, che occupa il 144° posto nella classifica. Tuttavia, l'inflazione a Caracas è rallentata a un mero 450% nell'ultimo anno, rispetto a tassi superiori al 25.000% nel 2019», precisa il report. (riproduzione riservata)