Mediaset, da anni, guarda con attenzione al venture capital, al punto da aver creato qualche tempo fa una apposita newco, Media4Ventures. E dopo aver investito, nell’ottica del sostegno allo sviluppo di diverse start-up (a fronte di mirati investimenti pubblicitari sui canali tv) su Checkbonus (raccolta punti digitale), Superguida Tv, Letisan (controllata il sito di ecommerce Rocketbaby e aver lanciato e sostenuto il progetto Aromavero (vendita di caffè in capsule e macchine espresso), adesso ha deciso di puntare una fiche su Satispay.
Perché il network guidato da Pier Silvio Berlusconi, attraverso la controllata Reti Televisive Italiane, è entrata di recente nel capitale della fintech creata nel 2013 da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta che ha sviluppato l’applicazione mobile per il pagamento digitale e il trasferimento di denaro online.
Un progetto che a tutt’oggi conta su 1,2 milioni di utenti attivi e 120 esercizi commerciali convenzionati e che a fine luglio ha visto è passato gestire 13,2 milioni di transazioni per un controvalore totale 254,3 milioni. Satispay, tra l’altro, dopo aver concluso nell’autunno del 2018 un round di raccolta da 15 milioni (hanno partecipato tra gli altri Iccrea Banca, ora primo socio, Endeavor Catalyst, Greyhound Capital, Banca Valsabbina, Sparkasse e Banca di Piacenza) ora ha avviato la macchina per un nuovo fundraising del controvalore di 50 milioni.
Progetto avviato nel dicembre scorso e che, anche a causa dello scoppio della pandemia da Covid-19 che ha rallentato i mercati, dovrebbe completarsi entro fine gennaio 2021 per una valutazione post-money di 180 milioni. Il tutto in vista della possibile quotazione a Piazza Affari nel 2022.
E, secondo quanto appreso in ambienti finanziari, proprio nell’ambito dell’immimente e importante round di finanziamento che Satispay sta portando avanti con primari operatori finanziari e industriali, si è definito anche un accordo di media for equity con il Biscione Mediaset. Una scelta collegata alla volontà dei manager-fondatori di garantire una ulteriore spinta alla crescita registrata in questi ultimi mesi.
Nel frattempo, a Cologno Monzese continua l’attività di scounting in termini di venture capital: oltre alla fintech, si è deciso di investire nel capitale (17%) di Termostore, azienda milanese attiva nel settore dell’installazione e la manutenzione di impianti di riscaldamento e di climatizzazione. (riproduzione riservata)