Punk Witch a Milano: la casa-biblioteca che rivoluziona il modo di abitare (e pensare)
Alla Milano Design Week 2026, Annabel Karim Kassar trasforma un appartamento di Brera in un paesaggio abitabile fatto di libri, design e conversazioni: un progetto destinato a cambiare le regole dello spazio domestico
Nel cuore di Brera, in via Montebello 27, durante la Milano Design Week 2026, c’è un luogo che sta facendo parlare più di molti altri. Si chiama Punk Witch ed è molto più di un’installazione: è una vera e propria rivoluzione del concetto di casa. Firmato dall’architetta Annabel Karim Kassar, il progetto prende forma all’interno di un appartamento modernista progettato da Armando Ronca, completamente ripensato fino a diventare un sistema architettonico vivente. Qui non esiste più distinzione tra funzione, struttura e racconto: tutto coincide.

L’idea è semplice quanto radicale: non una biblioteca dentro una casa, ma una casa dentro una biblioteca. A generare lo spazio sono infatti oltre 10.000 volumi della collezione di George Kerevan, trasformati da vincolo in principio progettuale. Il cuore del progetto è una libreria monumentale in metallo spazzolato lunga 33 metri. Non è un arredo, ma una vera infrastruttura: definisce le stanze, guida i percorsi, crea relazioni visive. Camere, studio e servizi nascono direttamente da questa struttura lineare, ribaltando completamente la logica domestica tradizionale. Qui lo storage diventa architettura e il sapere si trasforma in materia.

Il risultato è uno spazio fluido, continuo, quasi un paesaggio interno fatto di soglie, allineamenti e attraversamenti. Un ambiente che si attraversa più che abitare, dove ogni elemento racconta una storia. E le storie sono ovunque, anche nei materiali. Tessuti dai mercati libanesi, lavorazioni artigianali di Tripoli, carte da parati dipinte a mano in Francia: ogni dettaglio riflette la traiettoria internazionale di Kassar, tra Europa e Medio Oriente. Nulla è decorativo, tutto è narrativo.

Durante la settimana del design, questo spazio si anima con The Milan Conversations, un ciclo di incontri quotidiani aperti al pubblico con la direzione di George Kerevan, a cura di Francesca Grassi. «Quando Annabele Karim Kassar e George Kerevan mi hanno chiamato per la curatela di questa First Edition delle The Milan Conversations sono stata molto felice: si trattava di attivare uno spazio nuovo a Milano, con una grande collezione di libri (10.000) di discipline diversissime: amo i libri, ne colleziono e sono la base per qualsiasi mio lavoro, che sia una mostra, un progetto, una curatela», spiega Francesca Grassi.

Attorno a un lungo tavolo conviviale, cinque scrittori provenienti dal mondo del romanzo, dell’astrologia, della psicologia e dell‘architettura, Bianca Felicori, Nigel Coates, Alberto Fornari, Carlo Biasia, Amedeo Balbi, Domenico Cosenza, si confrontano su una domanda provocatoria: “Is Europe still creative?”. Un format informale, quasi domestico, che trasforma la conversazione in parte integrante dell’architettura.

Ma è forse il gesto finale a rendere Punk Witch davvero memorabile: al posto dei tappeti, erba vera. Un elemento semplice e spiazzante che dissolve definitivamente il confine tra interno ed esterno, trasformando la casa in un paesaggio abitabile. Non un’installazione temporanea, ma un progetto destinato a evolversi nel tempo, attivandosi durante tutto l’anno. E che dialoga idealmente con Garden of the Hesperides all’Orto Botanico di Brera, estendendo la riflessione tra natura, mito e spazio. In un’edizione della Design Week ricca di stimoli, Punk Witch si impone come uno degli interventi più radicali e affascinanti: un luogo dove vivere, pensare e immaginare coincidono. (Riproduzione riservata)
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